Zona rossa, i controlli funzionano 15 gli ordini di allontanamento
Ivrea
Sono una quindicina i provvedimenti di allontanamento a carico di soggetti italiani e stranieri con precedenti per spaccio, danneggiamenti e aggressioni, dalla zona rossa di Ivrea con epicentro la stazione e il Movicentro, zona che dal primo maggio, sino al 31 luglio, resta disciplinata sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico dall’ordinanza con cui il prefetto ha istituito il Divieto di accesso alle aree urbane (Dacur) nei confronti di pregiudicati e delinquenti.
Carabinieri, polizia di Stato (il commissariato di Ivrea con a rinforzo gli uomini inviati dal Reparto prevenzione crimine della Questura di Torino), Guardia di finanza, polizia ferroviara, e polizia municipale da un mese e mezzo hanno questo, il Dacur, come ulteriore strumento davanti all’emergenza sicurezza in cui è piombata Ivrea nei mesi scorsi tra reati contro la persona e il patrimonio. I controlli sono continui dietro il coordinamento del commissariato di Ivrea, con un presidio fisso, dalla mattina fino all’ultimo treno, specificamente dedicato a presidiare la stazione. D’altra parte le maggiori risorse messe a disposizione, in termini di uomini in campo, hanno permesso un potenziamento importante dei servizi di controllo già da inizio aprile, all’indomani del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato a Torino, alla presenza del sindaco Matteo Chiantore.
Tre mesi e mezzo più tardi, e a metà strada rispetto alla durata del Dacur, la situazione sembra migliorata. Si temeva la migrazione della criminalità in altri punti di Ivrea, come all’autosilo di via Castiglia o in corso Garibaldi verso la Dora, ma nel complesso l’azione di “disturbo” data dai passaggi frequenti delle forze dell’ordine evidenzia un quadro cambiato in meglio.
I primi a dare un riscontro positivo sono stati proprio i negozianti dai quali era stato sollevato il problema, a inizio primavera, tanto da spingere la categoria a chiedere un faccia a faccia con il prefetto. Luisa Marchelli, di Ascom Ivrea, traccia un primo bilancio: «Va molto meglio – dice – Abbiamo riscontrato un deciso miglioramento. Sicuramente ad aver ottenuto un feedback, come associazione di categoria, ha contribuito il fatto di esserci rivolti direttamente alla prefettura, anche tramite la nostra presidente. Avevamo scritto un report sulle nostre problematiche, ma non eravamo gli unici a segnalare quel tipo di problema. Abbiamo colto attenzione e interessamento reale». Quanto al timore della migrazione dei reati, «non l’abbiamo riscontrata, anche se probabilmente qualcuno si è delocalizzato. Certamente oggi come oggi siamo soddisfatti del presidio continuo in cui sono impegnate le forze dell'ordine: sono ovunque». Difficile dire ora se vi sia un nesso con i bivacchi notturni all’ex Rsa di Banchette, di sicuro il problema resta nei discount e non solo a Ivrea, con il personale spaventato da individui che pretendono di comprare birre e cibo senza pagare, arrivando a minacciare e aggredire i malcapitati alla cassa. È accaduto al Lidl di via Sant’Ulderico, a Ivrea, e pochi giorni fa al Pam di Rivarolo, motivo per cui si sono mobilitati i sindacati di categoria chiedendo alle catene guardie armate e più misure atte a tutelare l’incolumità del personale. Tornando al Dacur, Chiantore conta di fare il punto, valutando una eventuale richiesta di proroga, quando riapriranno le scuole. Mantenendo però i servizi potenziati di oggi. Intanto sul fronte preventivo l’amministrazione comunale sta mandando in porto il progetto degli educatori di strada con l’obiettivo di contrastare nei giovani situazioni di marginalità e devianza che possono sfociare in fenomeni di conflittualità sociale.