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Pavia, la bolgia di piazza della stazione tra ubriachi, risse e spazzatura

Pavia. L’elenco è meticoloso: lanci di bottiglie, risse, vomito, giardini usati come toilette, cani di grossa stazza lasciati liberi di circolare, urla. Chi vive nella zona della stazione ferroviaria sa che in quest’area non vige la serenità del cortile delle magnolie, ma è costantemente in fermento una specie di bolgia di dannati. E il timore ad attraversare il piazzale, nelle ore notturne, è più che giustificato. Così il racconto fluisce colorito di dettagli ma, in qualche modo, ormai rassegnato.

I cubotti

Ieri mattina un’autogru ha rimosso i tre cubotti colorati che erano stati piazzati nei giardini una decina di anni fa. L’intenzione della nuova amministrazione è di ristrutturarli e utilizzarne uno per creare un avamposto avanzato della polizia locale. Ma ci vorrà ancora del tempo e la pazienza, dalle parti della stazione, si sta rapidamente esaurendo.

«Noi viviamo dalle 7 di mattina alla sera con i giardinetti popolati da tossicodipendenti e alcolizzati. – dice una residente – e le assicuro che non è un bel vivere. Persone che passano la giornata attaccati alle bottiglie di birra e che poi fanno i loro bisogni sulle aiuole: un angolo tra i cubi prefabbricati era stato scelto come latrina a cielo aperto. Le pattuglie delle forze dell’ordine passano, chiamano per nome alcune di queste persone, ma non intervengono quasi mai. Quando scoppiano le risse, allora arriva l’ambulanza e i carabinieri o la polizia. Ma quando le divise non ci sono più torna tutto come prima: gli ubriachi, le bottiglie e la spazzatura abbandonata nei giardinetti, le urla e gli schiamazzi di notte».

Il problema, ora che le giornate si sono allungate e si può trascorrere più tempo all’aperto, sono anche i grossi cani che alcune di queste anime perse si portano appresso.

«Non so se siano pit bull o molossoidi – aggiunge un’altra residente in cambio dell’anonimato – ma so che li lasciano liberi di muoversi sul piazzale, anche perché alcuni proprietari sono talmente ubriachi che farebbero comunque fatica a controllarli. Cani di quella stazza fanno paura, non si sa come possano reagire, insomma dovrebbero essere tenuti al guinzaglio e non liberi di circolare senza nemmeno la museruola».

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La paura

Qui non si tratta della retorica del “biglietto da visita” di una città. E chi abita in questa zona sa che chi vive in bilico tra l’alcol e la droga avrebbe bisogno prima di tutto di un aiuto da parte delle istituzioni. Il motore delle proteste è soprattutto la paura.

«Lo scorso inverno – aggiunge un uomo – proprio davanti alla stazione c’è stata una lite e un sudamericano è stato ferito con una coltellata. Il punto è questo: non sai chi ti trovi di fronte né quali intenzioni abbia o come potrebbe reagire».

Chi tiene d’occhio la zona compresa fra piazzale e banchine dei treni dice che i problemi sorgono quando arriva qualche “forestiero” che vorrebbe piazzarsi negli spazi già occupati. Una guerra tra poveri, con le istituzioni che fanno quello che possono, dalla polfer alla polizia locale. Ma sempre nell’ambito di turni e disponibilità di personale. E a volte sottovalutando il problema: «Noi chiamiamo le forze dell’ordine. Arrivano, li identificano, poi ci dicono “cosa volete che facciamo? Se li mandiamo via da qui si ritrovano da un’altra parte». Così la sfiducia dilaga e cresce l’insofferenza.

Il presidio

Alain Mossini, rappresentante dei tassisti pavesi, conosce bene la situazione: «Speriamo che facciano presto a mettere un avamposto della polizia locale perché la loro presenza servirà da deterrente. Io lavoro qui da 20 anni e ultimamente la situazione è leggermente peggiorata. Vedere gente che fa i propri bisogni è ormai la norma, gli alcolizzati hanno fissato il loro territorio in corrispondenza delle rastrelliere per le bici. A noi non si avvicinano, se non per chiedere qualche moneta, ma di certo la loro presenza non è rassicurante».

L’assessore alla Polizia locale, Rodolfo Faldini, ha toni rassicuranti: «La prefettura ha ben presente il problema – dice – e l’area è costantemente sotto controllo da parte delle forze dell’ordine. Il Comune, una volta che saranno ricollocati i tre cubotti (in autunno - ndr) garantirà la presenza di una pattuglia di vigili di giorno e di operatori dei servizi sociali per intercettare il disagio. Inoltre verranno collocati sistemi di videosorveglianza». Nel frattempo bici rubate e immondizia costellano le aiuole. E i residenti hanno paura. —

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