Boggioni per i piccoli pazienti del Mondino
PAVIA. La Fondazione Mariani di Milano, ente no profit da oltre 40 anni dedito alla neurologia infantile, in collaborazione con l’Istituto Neurologico Mondino di Pavia e Pavia Nuoto ha lanciato alla piscina di Corteolona il progetto “Nuota con noi – Non solo occhi per crescere”, nato da un’idea della campionessa paralimpica di nuoto Monica Boggioni, madrina d’eccezione.
In acqua un team di istruttori qualificati con brevetto Finp (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) seguirà la trentina di bambini dai 3 ai 14 anni, alcuni alla prima esperienza, altri che già sanno nuotare, del Centro ‘Non solo occhi per crescere’ diretto dalla dottoressa Sabrina Signorini, con sede al centro di Neuroftalmologia dell’età evolutiva del Mondino. L’obiettivo è far scoprire ai bambini il valore dello sport e la gioia di confrontarsi con sé stessi e con gli altri.
«Siamo orgogliosi di contare su Monica per portare avanti il progetto, che schiuderà a tanti bambini opportunità di crescita e amicizia. Prendersi cura dei piccoli pazienti, cercando di regalare loro un sorriso, è il cuore della nostra missione - afferma il presidente di Fondazione Mariani Lodovico Barassi - grazie all’équipe del centro per aver accettato la sfida».
«Sono felice che si sia concretizzata la mia idea – spiega Monica Boggioni – il mio percorso agonistico nel nuoto paralimpico è iniziato 12 anni fa grazie al progetto “Nuota con Noi” promosso dalla mia società Pavia Nuoto. Negli anni ho capito, prima di tutto su me stessa e poi con tutti i ragazzi che vi hanno preso parte, quanto lo sport sia uno strumento di crescita per conoscere le proprie possibilità, sfidando prima se stessi e poi gli altri, e imparando a vedere la disabilità non come un limite ma come un bacino di abilità da riscoprire. Per questo ci tengo che altri ragazzi con disabilità possano avere la possibilità di sperimentare questo mondo e trarne più benefici possibili, al di là dei risultati che ognuno potrà raggiungere».
«Il progetto si inserisce in un percorso di presa in carico globale dei bambini e dei ragazzi con disturbi visivi per accompagnarli oltre la dimensione ri-abilitativa, promuovendo un’attività sportiva attraverso la quale vivere un’esperienza gratificante di autonomia, inclusione e socializzazione» ha spiegato Sabrina Signorini. Appuntamento a settembre per l’avvio del progetto. Attraverso corsi modulati per grado di acquaticità dei partecipanti i bambini impareranno a concentrarsi sulle loro abilità, porsi obiettivi e lavorare per raggiungerli, diventando sempre più autonomi.