Stradella, anche H&M annuncia esuberi: a rischio 80 posti di lavoro
Stradella. «Si rischia un calo di volumi anche nella logistica H&M a partire da settembre». Dopo l’annuncio del marchio cinese Shein della chiusura del magazzino di Stradella a partire dalla fine dell’anno, per il trasferimento dell’attività in Polonia, anche l’altro colosso dell’abbigliamento (presente nell’area industriale di Stradella nella logistica Gxo) potrebbe diminuire i carichi di lavoro, sempre a vantaggio dell’Est Europa. Il fattore costo del lavoro sta, insomma, segnando, il destino dell’occupazione nelle strutture logistiche oltrepadane.
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Dal periodo dello sviluppo si sta entrando in un contesto recessivo. I magazzini delle logistiche negli ultimi 15/20 anni hanno segnato il paesaggio dell’area Broni e Stradella. Il sistema è, adesso, in crisi? I motivi di preoccupazione non mancano e sono rilanciati dalle organizzazioni sindacali.
L’allarme
A lanciare l’allarme è, adesso, infatti, la Filt Cgil Pavia, che, insieme alle altre sigle sindacali, parteciperà lunedì pomeriggio, alle 15.30, a un tavolo in prefettura a Pavia, per conoscere le reali intenzioni di Gxo e del cliente H&M sul futuro del magazzino stradellino. Anche da qui arrivano segnali che agitano il mondo del lavoro.
«L’azienda ci ha prospettato un calo di volumi a partire da settembre, che potrebbe portare all’esubero di 70/80 lavoratori sui circa 350 assunti a tempo indeterminato all’interno della logistica – commenta il segretario generale di categoria, Sergio Antonini –. Anche in questo caso, H&M è intenzionata a trasferire i suoi volumi in Polonia. Lunedì (domani, ndr) saremo in prefettura a Pavia ad ascoltare i piani dell’azienda e vediamo se si prospetteranno delle soluzioni a fronte di questa scelta».
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Si tratterebbe di una decisione di minore impatto occupazionale rispetto a Shein (dove a rischiare il posto di lavoro sono circa 500 persone), anche perché Gxo ha stipulato dall’inizio dell’anno un accordo con il gruppo riminese Teddy, che ha portato a Stradella, in un magazzino di 10mila metri quadrati, il marchio italiano di moda e abbigliamento Calliope, spostando da H&M una novantina di lavoratori, che sono stati internalizzati, ovvero assunti direttamente dal gestore senza passare dalle cooperative.
Di certo, i sindacati guardano con preoccupazione a quanto sta accadendo nel polo logistico tra Broni e Stradella, consapevoli che la concorrenza dei prezzi della manodopera soprattutto nell’Est Europa potrebbe portare ad altri trasferimenti di attività come questi. Una linea di tendenza che genera inquietudini.
«Due anni fa c’è stata la chiusura di Tigotà, poi la notizia della chiusura del magazzino di Shein dove lavorano circa 500 persone, adesso il rischio che diminuiscano i volumi di lavoro ad H&M sempre a causa della delocalizzazione», aggiunge Antonini. —
Oliviero Maggi