Parco Cinque laghi, avanti pianissimo Un anno dopo il Piano strategico è pronto
Ivrea
È una partenza in sordina quella del Parco dei 5 laghi, per cui se da un lato si apprende come il Piano strategico sia stato illustrato ai sindaci nella sua interezza nelle settimane scorse, Ivrea e Chiaverano hanno già aderito a un bando regionale proprio in virtù della loro appartenenza al Parco.
L’attività, insomma, sarebbe cominciata. È quanto fanno sapere i sindaci in risposta al pressing di Coldiretti (da sempre contraria al Parco), mentre da Città metropolitana, l’ente gestore con il presidente Alessandro Sicchieri, consigliere metropolitano delegato all’Ambiente e alle Aree protette, interpellata sull’argomento, non ha dato indicazioni circa l’avanzamento dei lavori.
Oltre un anno fa legge regionale
Il Parco è nato ufficialmente a marzo 2024 con l’approvazione da parte del consiglio regionale del Ddl 222 che l’ha istituito a partire dal primo giugno 2024, al termine di una gestazione durata decenni. Lo scorso autunno, sono stati avviati gli incontri con le amministrazioni comunali, le associazioni e gli operatori propedeutici alla stesura del Piano strategico, il fondamento dell’operatività dell’ente. Piano affidato a Giampiero Lupatelli, esperto in pianificazione territoriale di area vasta e analisi socioeconomiche, già estensore del Piano di sviluppo della Valchiusella. Poi non se ne è saputo più nulla.
«Quanto tempo sprecato»
Ora è Coldiretti Torino a sollevare la questione, tornando sui danni alle colture provocati dai cinghiali in questa che è una delle aree del Torinese a più alta concentrazione di ungulati. Con una nota, l’associazione di categoria ha esordito così: «A un anno dall’entrata in funzione ufficiale, non è ancora operativo il nuovo Parco provinciale e, nei fatti, l’area non è gestita». Di fronte «a questa situazione di stallo», Coldiretti Torino ha chiesto di «aprire un tavolo di concertazione con Città metropolitana e sindaci, per dare vita a progetti concreti e operativi che vedano coinvolte le aziende agricole per sviluppare l’agricoltura, la gestione ambientale, l’offerta turistica, la manutenzione del territorio». E ancora: «Abbiamo perso un anno che avremmo potuto impiegare nella progettazione concreta e nella partecipazione a bandi per il potenziamento del controllo faunistico, per l’agricoltura dei prodotti tipici, per il turismo inserito nella Via Francigena, la promozione dell’enogastronomia, il miglioramento della qualità delle acque dei laghi, per l’educazione ambientale. Non possiamo permetterci di far passare altro tempo mentre il territorio attende una gestione sostenibile che metta al centro l’operatività e le competenze delle aziende agricole».
Progetti e bandi: le risorse
Per la verità lo scorso aprile, era stato il sindaco di Montalto a mettere per primo il dito nella piaga (Montalto rientra nel Parco con Cascinette, Ivrea, Chiaverano, Borgofranco). Muovendosi in autonomia sulla messa in sicurezza di un accesso del lago Pistono, Renzo Galletto aveva colto l’occasione per sollecitare un’accelerazione («Per il momento – aveva detto – il Parco è una scatola vuota per quanto riguarda le risorse economiche. Le opportunità sono tante, ma servono subito interventi per migliorare l’aspetto paesaggistico, e mettere in sicurezza le zone maggiormente frequentate, e un’adeguata sorveglianza»). Sabato, da Brosso, Galletto e Fausto Francisca hanno detto che «sì, il Piano strategico è concluso, ci è stato presentato un mese fa, ma toccherebbe al presidente la responsabilità politica di comunicarlo». Quanto alle risorse, «dipende dai progetti che parteciperanno ai vari bandi». Intanto da Chiaverano e Ivrea i sindaci Maurizio Tentarelli e Matteo Chiantore hanno spiegato di essersi candidati a un bando per la rinaturalizzazione dei laghi Sirio e San Michele, proprio grazie al Parco. E che a breve ci sarà la convocazione di tavoli operativi con i portatori di interessi, come lo sviluppo di un logo identificativo e l’avvio di una campagna di comunicazione.