Garlasco, rivalutato un altro segno (97F): potrebbe essere dell’assassino
GARLASCO. I Ris l’avevano già esaminata e attribuita all’assassino. Ma ora quella traccia (insieme ad altre trovate sulla scena del crimine) potrebbe assumere un altro valore nella ricostruzione della dinamica in 3D, affidata ancora ai Ris, che una settimana fa hanno eseguito nella villa di via Pascoli misurazioni con laser, scanner e droni. La traccia, catalogata come 97F, corrisponde a una strisciata del sangue della vittima (non è un’impronta e infatti già all’epoca fu definita non comparabile): fu trovata sulla parete sinistra scendendo la scala che porta alla tavernetta e dove, a metà gradini, fu trovato il corpo senza vita della vittima. Un’ipotesi, ancora tutta da verificare, è che questa traccia sia stata lasciata da un corpo in movimento e, trovandosi sul muro a sinistra, sia complementare alla traccia 33, la palmare che si trova sulla parete destra. «In ragione della sua dislocazione e morfologia» quella sulla parete sinistra «potrebbe essere riferita allo strofinio di una mano dell’aggressore», si legge nella relazione della Bloodstain pattern analysis (l’analisi delle tracce di sangue). Ma perché i Ris all’epoca l’attribuirono all’assassino e non alla vittima? Perché «la vittima, essendo distesa lungo le scale a testa all’ingiù, non può che aver prodotto tracce situate a una quota relativamente bassa rispetto alla traccia 97F che, invece, è al di sopra di ben circa 20 centimetri». m. fio.