Investita al bar dal cliente cacciato, la 51enne ancora in pericolo di vita
GRAVELLONA. In lotta contro la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale Niguarda di Milano. Sono gravissime le condizioni di Federica Coviello, la donna di 51 anni residente a Gravellona travolta lunedì sera dalla Fiat 500 davanti all’Antica Caffetteria che si trova nel centro del paese, a poche decine di metri dal municipio.
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Gamba tranciata
Una gamba è stata tranciata a seguito del terribile impatto, mentre l’altra ha riportato lesioni gravissime. La donna ha poi subito anche lesioni importanti all’addome. Ouafi Craiet, un tunisino di 41 anni residente a Vigevano, è stato arrestato nella notte dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. È stato rinchiuso in una cella del carcere vigevanese dei Piccolini in attesa di essere interrogato dai magistrati. L’uomo è stato anche sottoposto a prelievi del sangue all’ospedale di Vigevano per chiarire la presenza di alcol nell’organismo (l’esito è scontato considerato i bicchieri di sambuca che aveva bevuto al bar di Gravellona) e di sostanze stupefacenti. Gli esiti saranno consegnati nei prossimi giorni al magistrato di turno della procura della Repubblica di Pavia.
Il compagno della ferita, Davide Caramaschi di 52 anni (anche lui lunedì sera era seduto al bar), se l’è cavata con una frattura multipla alla gamba sinistra ed è stato ricoverato all’ospedale San Matteo di Pavia. Poteva essere una strage perchè davanti al bar c’erano almeno venti persone che stavano parlando. Alcuni clienti hanno avuto la prontezza di scansarsi, mentre altri hanno trovato riparo all’interno dell’Antica Caffetteria.
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Al momento dell’investimento sulla Fiat 500 c’era anche la compagna del tunisino, una donna italiana più anziana di dieci anni: in un primo tempo era stata scaraventata fuori dell’auto dall’uomo, ma era rientrata prima che Ouafi Craiet ripartisse e si lanciasse verso il bar. La donna ha spiegato ai carabinieri che non era a conoscenza delle intenzioni di quell’uomo arrabbiatissimo per essere stato scaraventato fuori dal bar dopo il litigio con la titolare.
I militari l’hanno interrogata a lungo nella caserma di Vigevano, in via Castellana, e l’hanno poi rilasciata senza accuse. La donna, che tra l’altro è anche la proprietaria dell’auto usata come ariete, non è stata indagata e non ha responsabilità in una delle vicende più drammatiche avvenute negli ultimi anni in Lomellina.
Ma per lei non sarà facile dimenticare una simile serata. I carabinieri hanno anche interrogato la titolare del bar con la quale il tunisino aveva litigato dopo aver bevuto diversi bicchieri di alcolici.
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Acquisite anche le immagini delle telecamere della videosorveglianza. Una lite durata una decina di minuti sino all’aggressione fisica. La donna cinese titolare del locale lo aveva infatti invitato ad andarsene ed era stata anche colpita con un pugno al volto. Poi il nordafricano era stato scaraventato fuori da alcuni clienti ed era salito sulla 500. Dopo una brusca inversione di marcia si era scagliato a velocità elevata contro i clienti dell’Antica Caffetteria.
Il locale ieri era chiuso per poter riparare i danni provocati dallo schianto dell’automobile contro l’ingresso. Una impatto avvenuto a circa 60 chilometri orari che avrebbe potuto avere conseguenze devastanti anche per gli altri clienti.