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Teatro Valentino di Voghera, la presidente lascia: «Non eseguo indirizzi calati dall’alto»

Voghera. Teatro Valentino: va in scena la crisi della Fondazione. Ora è tutta da rifare. I nodi al pettine, la resa dei conti: il copione pare quello. La presidente Renata Martinotti ha rassegnato le sue dimissioni. La sindaca Paola Garlaschelli le ha accolte. Entrambe lo fanno a denti stretti. Più che una sfida di “primedonne” sembra uno scontro su come va gestito il teatro.

Nella lettera di congedo dal cda inviata alla sindaca, Renata Martinotti, dopo aver ricordato di «aver avuto l’onore di essere indicata presidente della Fondazione dall’attuale sindaca, Paola Garlaschelli» e «di aver accettato convinta di poter contribuire» al rilancio del teatro ritrovato, arriva al dunque. E affonda il colpo. «Come sempre – scrive – per ottenere i risultati sperati non bastano impegno ed entusiasmo di una persona sola. Sono necessari la condivisione, il confronto, il sogno di un gruppo che condivide le stesse aspirazioni. Tutto questo è possibile se si ragiona con il noi e non con l’io. Non essendo interessata a un ruolo puramente formale e non volendo essere esecutrice di indirizzi presi altrove e calati dall’alto, il mio spirito libero, a salvaguardia della mia dignità e storia, mi impone di presentarle le mie dimissioni irrevocabili e a decorso immediato».

La sindaca incassa e replica: «Accolgo la decisione di Martinotti di rassegnare le dimissioni – scrive – nella prospettiva di nuova fase strutturata del teatro dopo gli importanti successi della fase di partenza che ha visto il presidente e tutto il cda spendersi al servizio del “nostro” Teatro».

Dopo aver ricordato le due stagioni teatrali “sold out” e i progetti realizzati, Garlaschelli affonda il suo di colpo: «Chi ha ruoli di responsabilità pubblica sa bene che il lavoro nelle istituzioni richiede spirito di collaborazione, ascolto reciproco e capacità di visione comune, nel rispetto dei ruoli e delle competenze. In un momento in cui il teatro si sta trasformando, da grande scommessa a riferimento culturale riconosciuto anche a livello nazionale, condivido sia necessario aprire una stagione nuova della Fondazione». Nei prossimi giorni, annuncia la sindaca sarà, così, avviato il percorso per il rinnovo della governance della Fondazione.

Dietro le quinte

L’ex presidente Martinotti non fa dichiarazioni. Non le ha mai fatte. Ma le tensioni c’erano: da un cda sempre più sfilacciato (da cinque componenti ridotti a solo due), con un direttore artistico dal contratto in scadenza e con una stagione ancora da programmare. Per Renata Martinotti la sensazione di occupare un ruolo di mera rappresentanza. Per Paola Garlaschelli, la necessità di “coltivare” il fiore all’occhiello del suo mandato. Il teatro? Un vanto per la città (riconosciuto anche dall’opposizione) a cui non ha mai nascosto di aver profuso grande impegno, a partire dal rapporto con la fondazione Garavani-Giammetti (al punto, si dice, di qualche attrito, poi ripianato, all’interno della giunta su chi aveva avuto voce in capitolo). Diversità di vedute e su chi deve fare cosa. Ora si deve ripartire, lo spettacolo continua. Non solo in teatro.

Una giostra di defezioni

Giorni caldi per il teatro Valentino. Un crescendo di colpi di scena. Si era partiti con le dimissioni dal cda di Andrea Angeleri, ingegnere di Castelnuovo Scrivia che si è dimesso per motivi professionali. Gli stessi motivi per cui aveva lasciato l’incarico Salvatore Ruggeri, il patron di Valvitalia che aveva due anni fa portato lustro imprenditoriale all’esecutivo teatrale. Alla fine dello scorso anno, sempre per motivi professionnali, aveva presentato le sue dimissioni Massimo Caputi, il top manager delle terme altra figura di spicco. Al suo posto era subentrato, nominato dalla sindaca, Alberto Bina, dirigente di banca, fratello di Stefano, attuale direttore generale di Asm Pavia e direttore generale di Pavia Acque.

Dalla giostra di defezioni erano, dunque, rimasti in tre nel cda: la presidente Renata Martinotti, la vicepresidente Emilia Baggini e appunto Bina. La sindaca, ieri mattina, aveva precisato che non si sarebbero state altre nomine e che il cda avrebbe chiuso il proprio mandato, il prossimo anno con i ranghi ridotti.

La sindaca aveva, inoltre, ricordato che presto si sarebbe proceduto alla nomina del nuovo direttore artistico. È, infatti, con contratto in scadenza a giugno, l’attuale direttore, Roberto Perrotta. «Il mio contratto scade a giugno – ha dichiartato – e non avendo ricevuto segnali, dubito che verrà rinnovato. Quello che più mi sta a cuore, è che si proceda presto alla nomina di un nuovo management. Non bisogna arrivare all'ultimo secondo a programmare la stagione, col rischio di non riuscire a presentare un programma adeguato». —

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