Aspettavano Montale, il ripiego al Taramelli sono i social e il loro lato oscuro
PAVIA. Un fantasma si aggira tra i maturandi 2025: Eugenio Montale. Molti se lo aspettavano per la prova di italiano, tenuto conto che la raccolta “Ossi di seppia” ha appena compiuto 100 anni, ma il nome del Nobel non compariva fra le tracce che ieri mattina, intorno alle 8.30, sono arrivate negli istituti superiori e, in provincia, hanno ingaggiato 3.669 studenti. Dal toto autori è invece uscito un Pier Paolo Pasolini “acerbo” mentre un buon successo ha riscosso la traccia sull’indignazione come motore dei social.
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Pasolini regista
Davanti al liceo scientifico Torquato Taramelli, Beatrice Daccò della 5.a F- I è tra le prime a uscire in anticipo di oltre un’ora. «Ho scelto l’analisi del testo sulla poesia di Pasolini – dice – che trattava il tema dello scorrere del tempo e della natura, anche se, nel programma, Pasolini lo avevamo solo accennato e più per la sua produzione cinematografica. Penso sia andata bene, c’era da fare un raffronto con altri autori e ho citato Leopardi, l’impressionismo nell’arte e Nietzsche».
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Lorenzo Tolasi della 5.a D ha invece puntato sul testo argomentativo e sulla traccia B1: «Trattava di Roosvelt, del New Deal degli anni Trenta e del rapporto tra politici e cittadini. Io puntavo a fare la traccia storica, mami ero preparato sui conflitti di Israele in Medio Oriente. Comunque durante l’anno avevo sostenuto un’interrogazione sul New Deal, quindi non ero impreparato». Per il suo futuro, Lorenzo ha già le idee molto chiare: «Voglio iscrivermi al Politecnico di Milano e frequentare Ingegneria chimica». Luca Barrilà, della 5.a H - S punta invece a iscriversi alla facoltà di Fisica, ma all’università di Bologna. Ha scelto uno dei due temi di attualità sull’indignazione come motore del mondo social: «Ho svolto un’introduzione storica sull’indignazione come strumento di comunicazione dai tirannicidi dell’epoca romana alla Rivoluzione francese. – dice – Poi ho citato la fase tra gli anni Sessanta e Novanta con l’evoluzione dei mass media e l’omologazione del linguaggio. E ho analizzato il passaggio dell’indignazione da strumento di massa per fare la rivoluzione all’utilizzo sterile che è conseguito dalla sfiducia nella politica del popolo italiano fino all’avvento del populismo e all’utilizzo dell’indignazione come strumento di potere».
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Consumismo e sostenibilità
Sul testo argomentativo, e in particolare sull’Antropocene, la nuova epoca geologica proposta dagli scienziati, caratterizzata dall'impatto significativo delle attività umane sull'ambiente terrestre, si è cimentato Davide Orbelli: «Il peso degli oggetti creati dall’uomo nel 2020 – dice – ha raggiunto il peso di tutti gli esseri viventi sul pianeta. Ho affrontato il tema del consumismo: visto che è impossibile ridurre i consumi bisogna investire per renderli più sostenibili». Davide punta a iscriversi a Economia e si aspettava una traccia sull’intelligenza artificiale, proprio come Rebecca Eduti della 5.a D: «Ero indecisa tra testo argomentativo e attualità. – dice – Tutte le tracce erano molto belle, ma io ho scelto quella sui social, anche perché mi sento parte di quel mondo. Insegnano che la parola è importante, ma spesso non ne facciamo un buon uso. Sono strumenti da filtrare».
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