Alvise Biffi eletto presidente di Assolombarda: «Produttività e innovazione: l’IA sia al centro della strategia industriale»
MILANO. L'assemblea privata di Assolombarda ha eletto Alvise Biffi come presidente per il quadriennio 2025-2029. Imprenditore impegnato sui temi della digital transformation e cyber security, Alvise Biffi è laureato in economia aziendale all'Università Bocconi. Nel 2013 è stato eletto presidente di Piccola Industria Assolombarda, poi la delega nazionale. Nel 2018, è stato presidente di Piccola Industria di Confindustria Lombardia.
È amministratore delegato dell'azienda Secure Network, da lui fondata nel settore dell'offensive cyber security ed è stato vicepresidente di Assolombarda e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda (2010). Attualmente è membro del consiglio generale di Confindustria e consigliere della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi.
La squadra
L'assemblea ha eletto anche i vicepresidenti che comporranno il consiglio di presidenza. la squadra sarà così composta: Giulia Castoldi, vicepresidente vicaria con delega alle Imprese familiari; Paolo Gerardini, delega a credito, finanza e fisco; Arrigo Giana (infrastrutture); Nicoletta Luppi (Europa e scienze della vita); Nicola Monti (transizione energetica); Alessandro Picardi (Olimpiadi Milano-Cortina 2026 ed eventi culturali); Agostino Santoni (education, università e ricerca); Marta Spinelli (welfare, sicurezza sul lavoro e relazioni industriali); Carlo Spinetta (organizzazione, sviluppo e marketing); Veronica Squinzi (internazionalizzazione); Giovanni Tronchetti Provera (sostenibilità).
Per quanto riguarda gli advisor del presidente Biffi, Alberto Dossi (Sapio) è stato nominato special advisor Domanda energia; Giuseppe Notarnicola (STMicroelectronics) special advisor Centro studi e attrazione investimenti esteri. Massimo Di Amato (Maire) sarà delegato del presidente a Economia circolare e tecnologie ambientali. Stefano Venturi (Cefriel) special advisor Intelligenza artificiale e transizione digitale. Ad Antonio Calabrò, presidente di Fondazione Assolombarda, la delega a cultura d’impresa e legalità.
Della squadra di presidenza fanno parte anche Federico Chiarini (People on the move), presidente Gruppo giovani imprenditori e vicepresidente con delega alle start-up; Mattia Macellari (C.A.T.A. Informatica), Presidente Piccola Industria; Fulvio Pandini (Isac - Istituto Italiano per la Sanità, la Sicurezza e l'Ambiente), Presidente Sede di Lodi; Matteo Parravicini (Parà), Presidente Sede di Monza e Brianza; Tommaso Rossini (R.T.A.), Presidente Sede di Pavia
«Produttività e innovazione: l’IA sia al centro della strategia industriale»
“Aumentare la produttività deve essere il nostro obiettivo – ha sdetto – e, per farlo, è necessario ripensare l’impresa. Per questo motivo, mettere a terra il potenziale innovativo, integrando l’intelligenza artificiale nei processi industriali, è il centro del mio programma. Basti pensare ad alcuni numeri: le aziende che hanno integrato la GenAI registrano un tasso di aumento della produttività 2,4 volte superiore ai propri pari, una riduzione di costi del 13% e, nell’aumento di produttività, un rapporto ricavi-costi migliorato del 4,5%. La variabilità delle esperienze è molto elevata: non necessariamente a grandi investimenti corrispondono effetti di produttività altrettanto grandi, motivo per cui interventi mirati e strategie definite sono centrali”.
La proposta è di fare qui un centro di innovazione e sperimentazione: «Siamo, però, troppo indietro rispetto ai competitor – ha proseguito Biffi – : per l’Istat, le imprese italiane che lo scorso anno utilizzavano l’IA erano solo 8 su 100. La nostra propensione a ricerca e sviluppo, investimenti e innovazione resta lontana, dalle regioni leader tedesche. Secondo gli ultimi dati disponibili (2022), sul nostro territorio sono stati spesi 539 euro pro-capite in ricerca e sviluppo, per un totale pari all’1,17% del Pil. In Baviera la spesa in R&S sul PIL è del 3,37%, in Baden-Württemberg addirittura del 5,59%. Investiamo, invece, con decisione sull’innovazione e in particolare sull’IA: il nostro territorio ha tutte le potenzialità per ospitare un grande centro di sperimentazione sull’IA europeo, pubblico e aperto. Dove in Italia, se non qua, visto che nella nostra area viene prodotto il 20% degli articoli scientifici nazionali di maggiore qualità, viene prodotto il 20% dei brevetti, sono presenti 9 università e vari centri di ricerca di assoluto valore, si concentra il 22% delle start-up innovative italiane. Inoltre, per stimolare gli investimenti in innovazione delle nostre imprese, rilanciamo Industria 4.0: diamo nuove e importanti risorse a questa misura, includendo gli investimenti in beni immateriali come il software, purtroppo esclusi dall’ultima Legge di Bilancio”.
Professioni del futuro, mancano le competenze: un gap da colmare subito
«Innovazione – ha aggiunto - significa anche trasformazione del mercato del lavoro, in funzione dell’integrazione delle nuove tecnologie. L’IA è al centro di questa trasformazione: circa il 40 per cento degli annunci di lavoro sul territorio è rivolto a figure ad alta qualificazione potenzialmente influenzate da tecnologie di intelligenza artificiale. Abbiamo però persistenti lacune in termini di mismatch tra domanda e offerta di competenze. Per esempio, nel 2024 il 44,8% delle nostre imprese ha segnalato difficoltà a reperire personale qualificato, soprattutto nei settori tecnico-produttivi, in professioni sanitarie, digitali e in professioni emergenti: sviluppatori di intelligenza artificiale, esperti in gestione dei dati, energy manager, progettisti di sistemi a basse emissioni». Risulta perciò fondamentale, ha spiegato Biffi, «investire nell’economia della conoscenza per sviluppare professionalità su misura per le imprese, promuovendo formazione continua, upskilling, reskilling del capitale umano, reverse mentoring. Consolidiamo quindi le partnership tra imprese e sistema formativo, puntando in particolare sugli ITS, sulle università e sui centri di ricerca. E promuoviamo e rafforziamo - insieme ai principali attori del territorio – gli hub territoriali dell’innovazione, dove competenze, tecnologie e idee si incontrano per generare sviluppo sostenibile, occupazione qualificata e competitività sui mercati globali. In questa prospettiva, risulta strategico anche promuovere alleanze tra università, hub dell’innovazione e tra regioni industriali europee».
Energia
“Insieme alle competenze, l’energia – stabile, sicura e competitiva - è la spina dorsale della manifattura e anche la chiave imprescindibile della digitalizzazione – ha concluso il neo presidente – . Non solo l’Europa ha un costo dell’energia più alto dei suoi principali competitor industriali, come USA e Cina, ma le imprese italiane pagano una delle bollette più care d’Europa, anche +50% rispetto ai principali partner europei. Dobbiamo rendere il sistema energetico nazionale più competitivo, oltre che indipendente, sicuro e decarbonizzato e serve una strategia nazionale solida e pragmatica, che valorizzi in modo più equilibrato tutte le fonti energetiche disponibili, in un’ottica di neutralità tecnologica. Nel breve termine, tra le varie azioni, è necessario disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica dal gas naturale e accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili già disponibili su scala industriale e competitiva, come eolico e fotovoltaico, passando dall’attuale 20% del mix elettrico al 50%. E, nel medio-lungo termine, favorire lo sviluppo del nucleare di nuova generazione per garantire fornitura di energia elettrica costante alle imprese energivore e sostenere lo sviluppo di gas verdi, biometano e idrogeno, per facilitare la decarbonizzazione dei settori più difficili da trasformare».