Sciopero dei metalmeccanici, a Bologna 10mila bloccano la tangenziale. “Denunciati in base al dl sicurezza”
Circa 10 mila metalmeccanici hanno invaso la tangenziale di Bologna, bloccando il traffico che poi è stato in parte ripristinato quando il corteo si è diretto nuovamente verso Parco Nord, come inizialmente previsto, dove si tengono gli interventi conclusivi dei segretari sindacali di Fim Cisl, Uil-Uilm e Fiom-Cgil. Lo sciopero nazionale unitario di 8 ore per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro ha raccolto adesioni da tutta l’Emilia-Romagna. “Disattendendo le prescrizioni” hanno fatto ingresso in tangenziale “creando il blocco della circolazione stradale” sul tratto interessato dal corteo, ha comunicato la Questura di Bologna, spiegando che i dimostranti saranno “denunciati penalmente, anche alla luce della recente normativa introdotta dal Decreto Sicurezza in materia di blocchi stradali”. Annuncio che ha sollevato proteste: “Meloni non affronta la crisi sociale: la criminalizza, portando in carcere chi la subisce e osa protestare”, ha detto Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. Intanto, chi protesta rilancia: “È un corpo a corpo con le aziende, possiamo fare di più, possiamo fare meglio e causare un danno anche maggiore”, ha invece dichiarato il segretario regionale Fiom Cgil, Giovanni Cotugno, partecipando allo sciopero di Bologna.
I manifestanti, che dalle 9 si sono radunati presso il Parco Nord – spiega la Questura -, anziché seguire il percorso cittadino autorizzato e concordato con l’Autorità di pubblica sicurezza, hanno deciso di fare ingresso in tangenziale dall’ingresso 7 in direzione San Lazzaro di Savena. I Reparti inquadrati della Polizia “per scongiurare il verificarsi di ulteriori situazioni di pericolo, hanno evitato respingimenti con l’uso della forza”, specifica la Questura. Alcuni camionisti e automobilisti che stanno percorrendo le corsie parallele rispetto a quelle occupate dalla manifestazione stanno suonando i clacson in solidarietà. Dopo che il corteo si è diretto nuovamente verso il Parco Nord è stato riaperto il tratto compreso tra lo svincolo 7 Bologna Centro e lo svincolo 8 Fiera della tangenziale di Bologna, precedentemente chiuso per l’ingresso in carreggiata della manifestazione dei metalmeccanici. E’ stato riaperta anche l’uscita dell’A14 Bologna-Fiera.
Anche a Genova il corteo dei metalmeccanici, che si è spostato da Cornigliano verso il centro, ha creato gravi disagi alla mobilità. Il traffico nel ponente è rimasto paralizzato a causa dei blocchi in lungomare Canepa e sulla strada Sopraelevata. “La speranza è che Federmeccanica capisca che non solo sta tenendo in ostaggio un milione e mezzo di lavoratori, ma sta rallentando e creando grossi problemi a tutto il manifatturiero italiano perché senza contratto le aziende si fermano e senza contratto il paese si ferma“. A dirlo Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim Cisl. “Sono degli irresponsabili – spiega – è da un anno che è scaduto il contratto e da novembre che non ci convocano con la scusa della richiesta salariale. Ma il contratto firmato l’altra notte con le cooperative industriali dimostra che è una scusa”. “Scioperiamo contro Federmeccanica, Assistal e Unionmeccanica che hanno un atteggiamento gretto e irresponsabile: il contratto ce lo andiamo a prendere”, ha detto Samuele Lodi, segretario nazionale e responsabile automotive della Fiom, presente alla manifestazione regionale a Torino dove si sono radunati in migliaia. Così in tutta Italia, da Udine a Bari. Cinquemila anche a Napoli, dove si sono visti striscioni di Leonardo, Hitachi, Schneider, degli appalti di manutenzione dei policlinici e di molte realtà produttive in crisi.
“È un contratto che chiede salario e riduzione delle ore lavoro – aggiunge Stefano Bonazzi, segretario Fiom Cgil Genova – e questa è una delle lotte più aspre per il contratto degli ultimi 30 anni, 40 ore di sciopero non si vedevano dal 1997. Federmeccanica si è spaccata con i grandi gruppi che si sono pronunciati per la riapertura della trattativa, ma non è ancora abbastanza. Per questo i metalmeccanici lottano con la consueta forza e determinazione”. “Noi non ce l’abbiamo con nessuno – conclude Antonio Apa, segretario Uilm Liguria – vogliamo semplicemente che Federmeccanica rifletta attentamente per ricominciare una trattativa ferma da un anno. Abbiamo fatto circa 40 ore di sciopero che hanno causato dei danni certamente all’impresa, ma hanno fatto perdere anche circa 700 euro ai lavoratori. Lo sanno tutti che c’è un problema salariale, che diventa una questione impellente, non solo per i lavoratori, ma perché i lavoratori hanno anche la massa di denaro da spendere per comprare le merci che sostanzialmente producono le imprese”.
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