Nasce il Distretto del cibo della pianura canavesana
IVREA. È tutto pronto per dare vita al Distretto del cibo della pianura canavesana e della collina torinese, un ambito territoriale vastissimo e di grande importanza per l’economia e l’attrattività dell’area della Città metropolitana.
Sarà composta da 78 Comuni e si svilupperà principalmente lungo tre assi principali di tutela e promozione. «Sono molto soddisfatta di questa collaborazione territoriale, alla quale ho lavorato con particolare impegno – commenta la consigliera di Città metropolitana di Torino con delega allo Sviluppo economico Sonia Cambursano, anche sindaca di Strambino –. I Distretti del cibo sono sistemi produttivi locali che coinvolgono le imprese della produzione, della trasformazione e della distribuzione e della somministrazione agroalimentare, gli attori pubblici locali e altri portatori d'interesse che stabiliscono tra di loro legami di interdipendenza virtuosa rafforzandoli per affrontare il mercato uniti e rafforzati dal sistema territoriale».
Al centro del lavoro del Distretto ci saranno tre assi principali: «Parliamo di valorizzazione del prodotto tipico, dale colture cerealicole e ortofrutticole fino all’Erbaluce di Caluso – continua Cambursano –, ma anche di tutela dell’agroambiente, con particolare riferimento al risparmio della risorsa idrica e al suo corretto equilibrio. Infine, il terzo punto è la prmozione del turismo rurale. L’intento è quello di lavorare sui tre assi per contribuire ad aiutare tutta la filiera produttiva».
Venerdì 25 luglio la nascita del Distretto del cibo della Pianura canavesana e Collina torinese sarà esaminata ed approvata dal Consiglio metropolitano. «Nel Distretto del cibo – aggiunge la consigliera metropolitana – il sistema pubblico e privato operano in modo integrato nel sistema produttivo locale per rafforzare la sostenibilità ambientale della produzione agricola, rendere il sistema economico locale più resiliente e in grado di fronteggiare più efficacemente gli impatti del cambiamento climatico, contrastare la diffusione di fenomeni di spopolamento nelle aree rurali, favorendo la continuità aziendale e la reciproca integrazione delle imprese del sistema agroalimentare locale. Un modo per rafforzare il turismo di prossimità, favorire l’accesso della popolazione residente a un cibo sano, di qualità e prodotto localmente».
Ricadono nel nuovo Distretto del cibo i territori di 78 Comuni: Agliè, Azeglio, Bairo, Banchette, Barbania, Barone Canavese, Bosconero, Brandizzo, Brusasco, Busano, Caluso, Candia Canavese, Casalborgone, Castagneto Po, Castellamonte, Castiglione Torinese, Cavagnolo, Chivasso, Ciconio, Ciriè, Colleretto Giacosa, Cuceglio, Favria, Feletto, Fiorano Canavese, Foglizzo, Front, Gassino Torinese, Ivrea, Lauriano, Leinì, Lessolo, Levone, Lombardore, Loranzè, Lusigliè, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Montanaro, Monteu da Po, Nole, Oglianico, Orio Canavese, Ozegna, Parella, Pavone Canavese, Perosa Canavese, Pertusio, Rivarolo Canavese, Rivara, Rivarossa, Romano Canavese, Rondissone, Salassa, Salerano Canavese, Samone, San Benigno Canavese, San Carlo Canavese, San Francesco al Campo, San Giorgio Canavese, San Giusto Canavese, San Martino Canavese, San Maurizio Canavese, San Ponso, San Raffaele Cimena, San Sebastiano da Po, Scarmagno, Strambino, Torrazza Piemonte, Valperga, Vauda Canavese, Verolengo, Verrua Savoia, Vialfrè, Villareggia, Vische, Volpiano. I Comuni capofila sono 9 e sono Ivrea, Strambino, Castellamonte, Rivarolo, Caluso, Chivasso, Ciriè, Leini e Casalborgone, mentre la sede del nuovo Distretto è quella di Città metropolitana, promotrice dell’iniziativa.