Ex vicesindaca assolta dall’accusa di peculato: «Sgambetto politico»
SAN DAMIANO. Era stata denunciata nel 2024 per peculato, ma per Paola Brandolini, ex vicesindaca di San Damiano al Colle e oggi consigliera di opposizione, l’accusa non ha retto al processo. Brandolini è stata assolta «perché il fatto non sussiste» dal giudice Pasquale Villani, ma la stessa procura aveva chiesto l’assoluzione. «Per me è finito un incubo», dice la consigliera, che sulla natura della denuncia contro di lei non ha dubbi: «È stato uno sgambetto politico. Alla fine, però, la giustizia ha prevalso».
Quali accuse
Brandolini, difesa dall’avvocato Marco Sommariva, ha scelto il giudizio abbreviato: era accusata di avere fatto, in qualità di vicesindaca (ruolo che ha ricoperto tra il 2018 e il 2023), prelievi per 4.300 euro dal conto, su cui aveva la delega a operare, del Consorzio per i lavori alle strade, istituito dal Comune di San Damiano. A presentare la denuncia nel 2024, quando Brandolini era già all’opposizione con la sua lista contro la giunta di Cesarino Vercesi, era stato il presidente del Consorzio. Alla donna veniva contestato di non avere presentato le ricevute di quei prelievi. Ricevute che dovevano essere in municipio ma che, dagli accertamenti della Finanza, sono risultate sparite. Al di là del mistero delle ricevute, per il giudice (che depositerà le motivazioni tra 90 giorni) l’accusa non è stata provata dal processo. E così anche per la Procura, che ha chiesto l’assoluzione.
«Un accanimento»
Brandolini si dice «soddisfatta del verdetto» che dimostra «come quella denuncia rappresentò solo un tentativo di infangare la mia persona all’interno del paese. Hanno cercato di attaccarmi per la mia opposizione politica. Non posso escludere – aggiunge – che doveva servire a farmi fuori politicamente, per spingermi a dare le dimissioni. Non mi aspettavo questo accanimento».
Per Brandolini, che ha scelto l’abbreviato, «perché non avendo più accesso al municipio non potevo produrre le ricevute», l’accusa «era basata su falsità. Quei prelievi sono stati fatti per ragioni amministrative, di gestione del Consorzio». Brandolini aggiunge: «Per me è finito un incubo anche se mi aspetto altri sgambetti, ma sono pronta. Alla fine la giustizia ha prevalso. Voglio ringraziare il mio avvocato, Marco Sommariva, che mi ha creduta e sostenuta fino in fondo».