«Non vogliamo la logistica». A Medassino nasce il comitato
VOGHERA. «Noi la logistica non la vogliamo, e faremo di tutto per fermarne la costruzione»: sono agitati una buona parte dei residenti del quartiere Nord di Voghera, messi di fronte all’avvio dei lavori di edificazione del nuovo impianto logistico di Medassino. Convocato per oggi alle 17 un incontro al Dopolavoro Ferroviario che suona un po’ come un consiglio di guerra.
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Mobilitati
L’appuntamento, infatti, non è stato organizzato solo per confrontarsi sui dubbi in merito alla nascita del nuovo polo (che, ricordiamo, prevede 140mila metri quadrati di edifici e lo sbocco viabilistico diretto sulla tangenziale) ma soprattutto per raccogliere le firme con cui formare un comitato anti-logistica e con cui richiedere al Comune l’accesso agli atti relativi al progetto.
A farlo sarà l’avvocato Giulio Murano del foro di Roma, già incaricato da alcuni residenti di occuparsi della questione. «Abbiamo coinvolto un avvocato di fiducia – dice la loro portavoce, Michela Bonn, che già nel 2020 raccolse le firme per bloccare il transito dei tir su strada Frassolo – per farci aiutare a fare luce sull’intera questione, perché siamo francamente molto preoccupati sotto diversi punti di vista. Innanzitutto per la questione rifiuti: le ruspe sono appena arrivate e ne hanno già trovati parecchi sepolti nel terreno, e poi ci chiediamo quanti ne produrranno e come verranno smaltiti. Poi c’è la questione traffico: ci hanno detto che verrà deviato tutto sulla tangenziale, ma di che volumi stiamo parlando? E siamo certi che non passeranno anche sulle strade comunali? E poi c’è la questione dell’impatto sulle nostre case: la logistica sorgerà a un chilometro dalle nostre proprietà, quanto valore perderanno?».
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A tutte queste domande, il nascente comitato ha intenzione di trovare delle risposte, e intende farlo controllando pedissequamente l’iter burocratico che è stato seguito per autorizzare i lavori. Al loro fianco ci sarà anche Pierezio Ghezzi, leader dei “Civici per Voghera”: «L’incontro nasce – dice Ghezzi - perché questi cittadini vogliono capire bene gli impatti che avrà la logistica sul loro quartiere, e se tutti i crismi, i vincoli e le procedure che attendono alla costruzione di una logistica siano stati rispettati. Un insediamento di queste dimensioni (solo la parte coperta è quattro volte la piazza del Duomo) avrà un impatto tutt’altro che banale sulla città, ed è giusto che i cittadini possano vederci chiaro».
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«Un’altra cosa che ci chiediamo – dice ancora Bonn – è perché si sia scelto di farlo lì, con tutte le alternative che c’erano. Il progetto risale ai tempi di Barbieri, poi si era fermato a lungo e poi, con la nuova amministrazione, è stato ripreso e approvato. Perché si era fermato? E come mai poi è stato ripreso? Abbiamo dubbi quindi sulla correttezza dei procedimenti, ma anche su chi ha comprato. Sono aziende sane? Le voci che abbiamo sentito non ci rincuorano, e abbiamo paura di ritrovarci tra qualche anno con un enorme polo logistico dismesso appena dietro casa. Prima che ciò accada vogliamo essere certi di aver fatto di tutto per impedirlo». —
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