Donna investita e uccisa a Milano, sull’auto (rubata) c’erano 4 ragazzini rom tra gli 11 e i 13 anni
MILANO. Investita e uccisa da un'auto rubata e guidata da 4 minorenni che, dopo la tragedia, si sono dati alla fuga senza prestare soccorso. E' morta così, lunedì mattina a Milano, Cecilia De Astis, una donna di 71 anni originaria della Puglia, travolta mortalmente via Michele Saponaro, zona quartiere Gratosoglio. A ucciderla è stata una Citroën DS bianca con targa francese, risultata rubata la sera precedente a un turista. A bordo quelli che i testimoni oculari e i primi investigatori hanno definito come un gruppo di "ragazzini". Dopo lo scontro mortale il ragazzo alla guida ha aperto la portiera ed è fuggito a piedi. Lo stesso hanno fatto gli altri tre giovanissimi a bordo con lui. Hanno tra gli 11 e i 13 anni: sono stati rintracciati e identificati all'interno di un accampamento di nomadi in via Selvanesco, non lontano dal luogo della tragedia. Sono tutti nati in Italia di origini bosniache. Il fascicolo iscritto ieri per omicidio stradale aggravato dall'omissione di soccorso dal pubblico ministero di turno a Milano, Enrico Pavone, passa ora alla Procura omicidio per i minorenni. I giovanissimi, vista l'età inferiore ai 14 anni, non sono imputabili
Secondo la prima ricostruzione la Citroën viaggiava a velocità sostenuta in direzione del centro città. Il guidatore (che dovrebbe essere il 13enne, il più grande dei quattro ragazzini a bordo) ha perso il controllo e sbandando si è trascinato dietro un cartello della segnaletica orizzontale, trovato ancora attaccato all'auto sul manto stradale. Il mezzo avrebbe finito la propria corsa su un'aiuola che divide la carreggiata dalla fermata del tram centrando in pieno l'anziana e uccidendola. Inutili gli interventi sul posto di ambulanza e automedica di Areu per i soccorsi. I quattro ragazzini (tre maschi e una femmina) sono stati riconosciuti dalle magliette che indossavano: tre, in particolare, avevano la stessa maglietta ed è stato trovato il negozio dove le avevano acquistate: le telecamere di sorveglianza li avevano ripresi nitidamente.
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L’incidente mortale causato dai quattro ragazzini ha scatenato una violenta polemica. Sulla vicenda è intervenuto il vicepresidente del Consiglio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha chiesto su X di «sgomberare subito, e poi radere al suolo», il campo abusivo. «Cecilia, 71enne milanese, stava camminando nel quartiere Gratosoglio a Milano in una calda giornata di agosto. È stata travolta e uccisa da un'auto pirata, rubata e guidata, come riportano le cronache, da quattro minorenni rom. Pazzesco. Campo rom da sgomberare subito, e poi radere al suolo, dopo anni di furti e violenze, pseudo genitori da arrestare e patria potestà da annullare. Sindaco Sala e sinistre, ci siete??? Una preghiera per la povera Cecilia».
La risposta del sindaco di Milano Giuseppe Sala non ha tardato: «Sulla morte di una persona in circostanze così terribili trovo vergognoso speculare, soprattutto da parte di alti rappresentanti del governo. Siamo vicini alla famiglia della donna scomparsa. Non ci sono dubbi che le famiglie dei ragazzi coinvolti devono rendere conto di quanto è successo. E su questo chiediamo la massima intransigenza». Per quanto riguarda, invece, la presenza di insediamenti rom e il loro superamento, ha proseguito Sala, il Comune di Milano «ha iniziato da anni e persegue tuttora una politica di superamento dei campi rom: le giunte di centrosinistra ne hanno chiusi 24 - quattro autorizzati e 20 irregolari - in 12 anni, dal 2013 al 2024. Le giunte di centrodestra, che adesso gridano, quando sono state al governo della città solo uno. Ignorare queste informazioni in maniera strumentale per farsi pubblicità, vuol dire prendere in giro i cittadini», ha concluso.
A rispondere a Salvini su X è stato anche il segretario di Azione Carlo Calenda: «Io sono favorevole allo sgombero di tutti i campi Rom. Non ho capito però perché lo chiedi al Sindaco e non al Ministro degli Interni. Mi sembra una presa per i fondelli dei cittadini per ragione di propaganda politica. Il che è fondamentalmente l'unica cosa che fai nella vita».
A commentare la vicenda sui social anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: «Assurdo. Una tragedia che non può rimanere impunita» ha dichiarato, specificando che non si tratterebbe di un incidente ma del «frutto di una catena di illegalità, arroganza e impunità che parte da lontano e che non può più essere tollerata».
«L'omicidio della povera Cecilia De Astis insegna una cosa: 'vergognoso' è solo non fare nulla lasciando che bambini e ragazzi minorenni crescano nel degrado, nella illegalità, nella assenza di istruzione, nella mancanza di regole. Con il decreto Caivano abbiamo per la prima volta previsto condanne severe per quei genitori che non mandano i figli a scuola. Un primo monitoraggio sull'applicazione del decreto in certe aree del Paese ha dato eccellenti risultati, a conferma che la minaccia delle sanzioni serve, eccome. Vigilerò perché l'obbligo per le scuole di segnalazione gli abbandonando scolastici, per i sindaci di ammonire i genitori e per i pm di avviare l'azione penale sia rispettato ovunque e nei confronti di chiunque», ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.