Vigevano, in carcere apre la sezione “41 bis” per la criminalità organizzata
VIGEVANO. Il carcere di Vigevano avrà il 41 bis: ora è ufficiale. Come anticipato due mesi fa, la casa di reclusione dei Piccolini sarà riconvertita al regime 41 bis, una struttura riservata a detenuti che sono stati condannati o imputati per reati di criminalità organizzata o terrorismo. Sono soggette al 41 bis persone ritenute in grado di mantenere contatti con la criminalità organizzata o gruppi eversivi anche dall'interno del carcere, una pericolosità che giustifica l’adozione di misure carcerarie più rigide. Uno dei padiglioni del carcere dei Piccolini è in fase di adeguamento e la gara per i lavori è stata chiusa il 21 luglio. Sull’argomento avevano depositato un’interrogazione parlamentare la deputata del Partito Democratico e segretaria regionale del Pd, Silvia Roggiani, insieme ai deputati Gianni Cuperlo, Antonella Forattini, Gian Antonio Girelli, Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle e Vinicio Peluffo, che chiedevano al ministro Carlo Nordio di fare chiarezza sia sui progetti di riconversione dell'istituto, con il trasferimento della sezione femminile e l'introduzione del 41 bis, sia sulla tutela dei posti di lavoro.
Ora, sul caso, scende in campo anche il Pd vigevanese. «Quanti detenuti in regime di 41 bis arriveranno? – chiede Arianna Spissu, consigliera comunale - le voci parlano di 130 in prima battuta, e poi? Considerato che in Italia sono circa 700, la percentuale sarebbe allarmante. Siamo una città di 63mila abitanti, non Milano o Roma: con il 41 bis arriveranno anche le famiglie dei detenuti, con ricadute sociali e logistiche che non possono essere ignorate. Qualcuno le sta valutando? Perché proprio a Vigevano? Per l’adeguamento del padiglione si spenderà un milione di euro. Soldi che, fino a ieri, “non c’erano” per progetti lavorativi, riduzione del sovraffollamento. Ricordo che oggi ci sono due detenuti in ogni cella singola, o miglioramento delle condizioni interne e assunzione di personale. Ora invece sbucano con tutta la naturalezza possibile».
Il 41 bis richiede una riorganizzazione totale del personale. Ad oggi, nella casa di reclusione dei Piccolini, sono reclusi 355 uomini e 81 donne. Queste sono sottoposte a un regime di alta sicurezza, uno dei pochi in Lombardia e, con l’arrivo del 41 bis, verranno con molta probabilità trasferite. Stando ai dati forniti dal Ministero della giustizia, all’interno dell’istituto di via Gravellona 240 operano 201 agenti di polizia penitenziaria, contro i 221 previsti, di cui 16 amministrativi, contro i 22 previsti. Gli educatori sono 7, come previsto.
«Per fare spazio ai nuovi detenuti – prosegue Spissu – circa 50 agenti donne in regime ordinario che vivono qui da anni, lavorano in carcere o sono inserite in progetti di articolo 21, ovvero che si possono eseguire all’esterno, sono state trasferite. Dato che i detenuti al 41 bis sono gestiti dal Gruppo operativo mobile, se i detenuti comuni vengono trasferiti, ci saranno tagli al personale ordinario? Sul fronte sicurezza, ogni trasferimento esterno di detenuti al 41 bis (all'ospedale, per esempio) richiede, oltre agli agenzi specializzati, anche la presenza di pattuglie delle forze dell’ordine locali: le nostre, già sotto organico e con tutto quello che succede a Vigevano ogni giorno, sono pronte a reggere questo peso? Il sindaco è stato informato? Se sì, si sta muovendo in qualche modo? È inaccettabile che la città venga a conoscenza di un fatto così rilevante solo a lavori quasi conclusi. Vigevano ha diritto a trasparenza, chiarezza e risposte concrete. Non vogliamo scoprire le conseguenze di questa scelta quando sarà ormai troppo tardi». Ieri non è stato possibile contattare l’ex direttrice Rosalia Marino, che ha da poco lasciato Vigevano per essere assegnata al carcere di Opera.
Celle singole e vigilanza rafforzata per impedire ogni contatto
Impedire i collegamenti interni ed esterni con la criminalità organizzata è uno dei principali obiettivi del 41 bis, ovvero del “carcere duro”. L'articolo 41 bis, da qui il nome, è una disposizione dell'ordinamento penitenziario italiano, che prevede un particolare regime carcerario volto ad ostacolare le comunicazioni dei detenuti con le organizzazioni criminali operanti all'esterno, i contatti tra appartenenti a una stessa organizzazione all'interno di un carcere e i contatti tra gli appartenenti a diverse organizzazioni criminali. Al detenuto in 41 bis viene assegnata una cella singola, nella quale trascorre circa 21 o 22 ore al giorno. Le sezioni 41 bis sono gestite dal Gruppo operativo mobile, che si occupa di controllo e vigilanza sul numero dei detenuti, sulla verifica delle inferriate, sul controllo delle camere di pernottamento. Per quanto riguarda Vigevano, il 41 bis – che dovrà essere staccato dagli altri corpi del penitenziario dei Piccolini – verrà collocato o nel padiglione in via di costruzione, oppure all’interno dell’attuale padiglione maschile, con il trasferimento dei detenuti “comuni” nel nuovo padiglione e nell’ex carcere femminile. I lavori per la costruzione del nuovo padiglione detentivo erano infatti stati sospesi a giugno, forse proprio perché c’era in corso la conversione della casa di reclusione dei Piccolini.