Crack Air Medical Asl/To4 ha pagato, Cuorgnè non rischia
Cuorgnè
Nessun pericolo per il pronto soccorso di Cuorgnè. Nonostante il clamore per il crac di Air Medical, finita in liquidazione giudiziale e travolta da una valanga di debiti, l’Asl/To4, precisano dall’azienda sanitaria «di aver sempre pagato puntualmente i servizi richiesti» e la continuità del presidio è garantita. L’inchiesta giudiziaria in corso al tribunale di Torino riguarda esclusivamente i rapporti interni della società con i suoi professionisti, non la solidità del servizio ospedaliero. Air Medical era nata nel 2016 con ambizioni altissime. Jet privati trasformati in terapie intensive, missioni internazionali con anestesisti e personale specializzato, scorte mediche in voli di linea, fino al Covid point attivato a Caselle grazie a una convenzione con Asl Città di Torino e Sagat.
L’immagine era quella di una realtà all’avanguardia. E i numeri sembravano confermarlo: 1,6 milioni di euro di fatturato nel 2020, quasi 3,8 milioni nel 2021. Poi l’ingresso negli ospedali, anche con l’aggiudicazione del bando per la gestione del pronto soccorso di Cuorgnè.
Dietro la facciata, però, qualcosa si è incrinato. I primi segnali sono arrivati dai medici che hanno iniziato a denunciare ritardi nei pagamenti. Turni pagati sulla carta 850 euro lordi per dodici ore, ma stipendi che non arrivavano. All’inizio solo qualche mese di ritardo, poi il silenzio. Mail rimaste senza risposta, solleciti ignorati. La dottoressa Giulia Benedetto, entrata a Cuorgnè a fine 2022, racconta di arretrati mai saldati. Ancora più pesante la posizione della dottoressa Caterina Rallo, con anni di esperienza in guardia medica e al 118: oltre 16mila euro di crediti non pagati, tra i turni in ospedale e una settimana di copertura continua sull’isola del Giglio.
Il tribunale di Torino ha aperto il fascicolo: dodici medici compaiono già nell’elenco ufficiale dei creditori, ma le testimonianze parlano di un numero molto più ampio. Alcuni hanno continuato a lavorare per mesi senza stipendio, per senso di responsabilità verso i pazienti.
Non solo camici bianchi: tra i creditori figurano anche Soget di Pescara, Lumen di Conegliano, Agenzia delle entrate, aeroporto di Bologna, International Private Jet Ltd di Hong Kong e Sagat. In totale circa 750mila euro di debiti. Il 24 marzo è arrivata la dichiarazione di liquidazione giudiziale, con udienza di accertamento fissata al 20 giugno.
Le difficoltà per Cuorgnè riguardano soltanto il 2023, anno della gestione Air Medical. Già dal 2024 la guida del pronto soccorso è passata a Medical Line Consulting, che si era aggiudicata tre dei cinque lotti della gara europea indetta dall’Asl/To4 per i servizi di emergenza e urgenza. Un passaggio che ha permesso di riportare ordine dopo mesi convulsi e segnati dalle polemiche. Oggi la realtà è completamente diversa. Alberto Rostagno, ex sindaco di Rivarolo, medico di famiglia e gettonista a Cuorgnè, lo conferma senza esitazioni: «Il pronto soccorso funziona come da linee guida, gestisce con ordine i flussi e garantisce risultati positivi». Parole che arrivano dall’interno della struttura e raccontano una normalità ritrovata.
Sulla stessa linea il direttore generale dell’Asl/To4, Luigi Vercellino, raggiunto mentre telefonicamente in Sicilia dove sta trascorrendo qualche giorno di ferie con la famiglia. Prima di esprimere valutazioni definitive vuole leggere le carte, ma assicura che se l’azienda sanitaria sarà chiamata in causa darà risposte precise e concrete.
Il caso Air Medical resta una ferita aperta, con i giudici chiamati a stabilire se e come i creditori potranno recuperare le somme. Ma il pronto soccorso di Cuorgnè non è mai stato in discussione. Il presidio funziona, la continuità è garantita e le ombre di un anno difficile restano confinate al passato.