Eredità da 20 milioni contesa il giudice dispone il sequestro
/ ZINASCO
Un’eredità di circa 20 milioni di euro, tra denaro, titoli e case. È il patrimonio lasciato da Giulio Campesi, un facoltoso funzionario pubblico di Zinasco morto, l’8 gennaio 2025, all’età di 89 anni. Patrimonio finito ora al centro di un contenzioso legale tra un nipote del defunto, escluso dal testamento, e, sull’altro fronte, la famiglia che lo aveva accudito in vita ed enti privati e pubblici, tra cui ospedali e associazioni sanitarie con finalità sociali, ai quali invece l’89enne ha lasciato tutti i suoi beni. Il braccio di ferro è in corso e tra pochi giorni, il 10 settembre, è prevista un’udienza in tribunale, ma intanto il giudice Giacomo Rocchetti ha concesso il sequestro conservativo di una parte del denaro presente sui conti, per 900mila euro.
Il testamento e il patrimonio
Tutto comincia a febbraio 2025, quando, dopo la morte di Giulio Campesi, un notaio pubblica il testamento. Il defunto ha lasciato un patrimonio ingente, composto anche da altri beni di famiglia da lui ereditati. Campesi, funzionario statale con una laurea in Giurisprudenza, non si è mai sposato e non ha avuto figli. Non ci sono discendenti diretti. Nel testamento il defunto nomina come unica erede una nipote e dispone la ripartizione dei beni su diversi soggetti: oltre alla nipote e a un altro parente c’è una coppia, marito e moglie, che lo hanno accudito in vita e hanno condotto la fattoria vicina all’abitazione, a Cascina Bernuzzi a Zinasco, alcuni professionisti e diversi enti ed ospedali, tra cui il Monzino, la Fondazione Umberto Veronesi, l’Airc, la Croce Rossa di Pavia, l’associazione per la tutela dell’infanzia “Save the Children”. Il patrimonio consiste in circa 5 milioni di euro tra denaro e titoli e altri 15 milioni circa (ma la stima potrebbe essere al ribasso) di beni immobili, tra cui diverse case e negozi a Milano, a Chiavari, a Lavagna, a Gropello e in provincia di Sondrio.
Spunta il nipote
Nella fase di esecuzione del testamento, però, c’è un problema: una banca fa sapere di essere stata contattata da un altro nipote del defunto, Roberto Campesi. Non è incluso nel testamento e con lo zio (è figlio di un fratello di Giulio Campesi) c’è stata già una causa civile per un appartamento a Milano, di cui il nipote, nel 2022, rivendicava una quota di proprietà.
Per diverso tempo zio e nipote non si sono più visti né frequentati, fino alla morte di Giulio Campesi, quando viene alla luce che il nipote, presentandosi come erede del defunto, è riuscito a farsi dare da una banca 300mila euro. La faccenda si complica ancora di più quando la nipote nominata dal defunto nel testamento rinuncia all’eredità, lasciando Roberto Campesi come unico erede, sebbene non citato nel testamento.
A questo punto alcuni beneficiari, tra cui la coppia che abita alla cascina di Zinasco, si affidano a un avvocato e chiedono al giudice il sequestro di una somma in denaro, titoli e fondi, per 900mila euro. Ma nel procedimento entrano, come soggetti interessati, anche altri beneficiari: la Croce Rossa di Pavia (con l’avvocato Alessandro Cignoli), l’ospedale Monzino (con l’avvocato Lorenzo Bianchi), l’Airc (avvocato Martinez Silverio) e Save the Children (con avvocati Massimiliano Canè e Stefania Bacchiani). —