Rivarolo, 70 alunni dell’Annunziata ricollocati dal Comune
Mauro Giubellini
/rivarolo canavese
Settanta studenti da ricollocare, famiglie da rassicurare, servizi da predisporre in tempi rapidi. È stata un’estate segnata dall’urgenza quella vissuta dal Comune, chiamato a fronteggiare l’impatto della crisi della Santissima Annunziata. Il sindaco Martino Zucco Chinà, il vicesindaco Marina Vittone – insegnante con lunga e comprovata esperienza – e il dirigente dell’istituto comprensivo, Natale Necchi, hanno guidato una macchina organizzativa che ha permesso di ridistribuire nelle scuole pubbliche decine di alunni, predisponendo arredi, mensa e trasporti per garantire continuità didattica.
La Santissima Annunziata non è un istituto qualunque. Lo scorso anno contava circa 300 iscritti, distribuiti dalla scuola dell’infanzia alla primaria, dalle medie fino a due corsi liceali (Scienze umane ed economia sociale). Quest’anno un terzo degli studenti ha scelto di lasciare quelle aule, trasferendosi nelle scuole pubbliche. Un colpo durissimo per una realtà che per generazioni ha rappresentato un punto di riferimento formativo e culturale per la città.
«Tutti gli studenti attenderanno il suono della prima campanella con i loro nuovi compagni di classe, accolti dai loro insegnanti – ha spiegato Vittone –. Ringrazio chi si farà carico dello sforzo di integrarli in questo percorso, mentre speriamo che l’Annunziata possa risollevarsi grazie alla cordata di imprenditori locali che l’ha rilevata».
Il 23 agosto, a ridosso della riapertura, le famiglie hanno ricevuto una lettera dai nuovi gestori con l’obiettivo di infondere fiducia: «stessa identità cattolica, stesso corpo docente, stesse rette». Firmata da Alessandro Anedda, Laura Felician, Stefano Freilone, Igino e Silvana Giudici e Maria Grazia Radicci, la missiva ringraziava chi aveva scelto di restare e invitava chi era uscito a «rientrare».
Il messaggio parlava dell’Annunziata come di «un luogo fatto di persone e non di mattoni», sottolineando la volontà di difendere lo status di scuola paritaria o, se perso, di ripristinarlo nei tempi di legge.
Sul piano giuridico resta però l’incognita decisiva. La revoca della parità scolastica disposta dall’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha tolto all’istituto il sostegno economico pubblico. La sospensiva chiesta al Tar non è stata accolta e dal 1° settembre l’istituto opera senza contributi statali. La decisione di merito era attesa per ieri, 9 settembre e rappresenta il crocevia che deciderà il futuro della scuola.
Nel frattempo, l’assemblea dei soci della cooperativa “La Risposta” – che fino ad oggi aveva amministrato l’istituto – ha approvato con 23 voti favorevoli su 33 il passaggio della gestione a una cordata di professionisti e imprenditori canavesani guidata dall’avvocato e assessore di Busano, Stefano Freilone. La proposta locale ha battuto la concorrenza di due società torinesi già attive nell’istruzione privata e prevede il subentro nei contratti del personale e la copertura dei costi di gestione. Un nuovo inizio, salutato con favore anche dall’amministrazione comunale, che però mantiene un atteggiamento prudente. «Apprendo con soddisfazione gli sviluppi ultimi dell’istituto – ha dichiarato il sindaco Zucco Chinà – ma il nostro compito resta garantire l’accoglienza degli studenti che hanno optato per la scuola pubblica. Restano due punti chiave: i rapporti con la Curia, proprietaria dello stabile, e l’esito del ricorso al Tar. Spero con tutto il cuore che l’Annunziata, pietra miliare nella formazione di generazioni di canavesani, possa tornare ai livelli che le competono».