Al Bioparco capolinea e 15 nuovi passaggi così 28 corse al giorno per 800 addetti
Ivrea
In attesa della navetta a chiamata intercomunale che il Bioparco aveva detto di essere interessato a cofinanziare, è il servizio Gtt della Conurbazione a intercettarne la richiesta mai venuta meno in questi anni per un potenziamento dei bus da e verso la stazione di Ivrea negli orari di punta, così da facilitare la vita a 800 tra ricercatori e dipendenti dei giganti farmaceutici localizzati a Colleretto Giacosa, e ai ragazzi della specializzazione post diploma in biotecnologie. L’Agenzia della mobilità piemontese ha al vaglio il prospetto delle modifiche sulle linee ipotizzate dal Comune di Ivrea con le associazioni di categoria, i sindaci, i mobility manager delle aziende che operano al Parco scientifico Silvano Fumero, e non dovrebbe mancare molto per arrivare a un parere definitivo (entro l’anno). L’idea di fondo è di andare a intervenire sulla linea 2 Burolo-Samone e la linea 6 Ivrea Saudino-Loranzè. Nel primo caso, spostando il capolinea da Samone a Colleretto Giacosa (fermata interna al Bioparco), nel secondo aggiungendo la fermata Bioparco alle corse dirette a Loranzè che non la fanno già. Modifiche che consentiranno di far transitare in quel sito specifico 15 bus in più dei 13 di oggi, per un totale di 28 fermate dedicate al Bioparco.
La linea 2, Burolo-Samone
L’orario attualmente in vigore sulla linea 2 prevede da Burolo a Samone 6 corse dalle 9 alle 19, una ogni due ore (9, 11, 13, 15, 17, 19); altrettante in direzione opposta, dalle 9.30 alle 19.30. Ivrea rientra nella tratta con le fermate in zona San Lorenzo, piazza Freguglia, porta Aosta, via Di Vittorio (stazione). Allungare il percorso di 4 km, traslando il capolinea da Samone a Colleretto, fanno tra andata e ritorno 8 chilometri in più a corsa e un maggiore costo pari a 14, 4 euro assumendo un euro e 80 centesimi come costo medio di un km di servizio (il valore è del 2024, nel 2025 siamo sotto i due euro). Ciò permetterebbe di «garantire giornalmente – spiega l’assessore ai Trasporti Massimo Fresc – la partenza di 9 corse dal Bioparco alla stazione ferroviaria di Ivrea, e l’arrivo al Bioparco dalla stazione di 10 corse». Diciannove fermate focalizzate sul parco tecnologico a fronte delle 12 attuali. Cioè, sette in più. Viene da chiedersi se l’allungamento della tratta non finirà per produrre biglietti più cari, o modifiche all’altezza dei vari Comuni posti sulla linea. Fresc in questo senso rassicura: niente di tutto ciò.
«L’efficientamento e la razionalizzazione delle linee 2 e 6 hanno il fine di potenziare il servizio al Bioparco, garantendo il numero di passaggi in essere nei paesi coinvolti». E lo stesso vale per le tariffe all’utenza, tiene a rimarcare poi. «Questo è possibile grazie al lavoro di razionalizzazione fatto l’anno scorso, che ci ha visti tagliare le corse doppie o vuote: così facendo, dei 300mila euro che doveva tirare fuori Ivrea ogni anno per la Conurbazione, siamo riusciti a risparmiarne 140mila nel 2024, e prevediamo di risparmiarne 250mila nel 2025».
La Saudino-Loranzè
Più soft gli aggiustamenti proposti sulla linea 6 che va dalla Rsa Saudino a Loranzè, passando per il Bioparco, dove però non è sempre prevista la fermata. In dettaglio: se oggi sono 7 su 15 i bus della linea 6 che fanno tappa al Bioparco (tra una direzione e l’altra), un domani saranno più del doppio. «L’area del Bioparco ha la possibilità di utilizzare la fermata ponte Ribes collocata sulla statale, una fermata più decentrata, dove la linea 6 dovrebbe garantire 16 passaggi giornalieri». Nove in più. Integrando la 2 con la 6, la rivista Conurbazione punta a garantire un servizio rispondente agli orari di entrata e uscita degli addetti al Bioparco, come agli studenti dell’Its. Obiettivo, questo, cui si è giunti dopo quasi un anno di incontri, modifiche e allineamenti. Partendo dall’inizio, si sofferma Fresc, «avevamo inoltrato una prima proposta di aggiustamenti ad Agenzia e Gtt a dicembre dell’anno scorso, ad aprile abbiamo presentato integrazioni più dettagliate relative agli orari richiesti a marzo al termine di un summit con Agenzia e Gtt. Ora avremo l’ennesimo incontro per verificare le possibilità reali, legate alla disponibilità di autisti e mezzi, e di messa a terra della proposta; dati gli ultimi chiarimenti verosimilmente la proposta verrà accettata». Il lavoro «che ho avviato è stato studiato dai nostri uffici e dal mobility manager di Ivrea, Paolo Ruffino, con la progettazione che ha coinvolto sia i mobility manager delle imprese del Bioparco che hanno studiato le esigenze dei dipendenti in riferimento ai diversi orari di entrata e uscita dal posto di lavoro, sia l’istituto Its che opera nell’area. Oltre a questo, lo studio ha tenuto conto degli orari dei treni, così da fornire un servizio potenziato, sì, ma anche focalizzato sulle esigenze delle persone che devono essere in ufficio in orario e la sera si aspettano di rientrare a casa senza attese estenuanti».
Tutto bello, ma orari da aggiustare
E in un caso e nell’altro, si pone il tema dell’allungamento dei tempi. Perché se il capolinea in andata viene spostato in là di 4 km, da Samone a Colleretto, la corsa a salire parte già sfalsata di una decina di minuti. A meno che il servizio non venga coperto da due mezzi, uno per l’andata, l’altro per il ritorno. Cosa che si scontra con la disponibilità di bus e di personale. A sollevare il tema è Gianni Ambrosio, Filt Cgil Ivrea e Canavese: «Ben venga raccogliere le istanze delle aziende e di una realtà come il Bioparco. La Cgil è sempre al fianco del mondo del lavoro, ma non si arrechino disservizi all’utenza dei paesi».