Lomello, gran festa Longobarda con Teodolinda e Agilulfo
LOMELLO. Venerdì e sabato torna “La grande festa longobarda per le nozze della regina Teodolinda”, a cura della Pro loco e del Comune di Lomello. L’evento si aprirà con "Teodolinda e le palle di Agilulfo", spettacolo comico di e con Pier Paolo Pederzini: venerdì, alle 21, in piazza Teodolinda (in caso di maltempo, all’ex oratorio di San Rocco) con ingresso gratuito. Sabato si parte nelle zone attorno a castello Crivelli e a ridosso della basilica di Santa Maria Maggiore, alle 15.30, con il campo di armati a cura di Fara Laumellensis, Fara di Belmonte e Protectores Domini Nostri, e il campo di arcieria a cura di Sagitta Historica.
Prevista anche l’apertura della taverna longobarda, da cui usciranno pane e salame, cacciatorini da passeggio, pane e gorgonzola, patatine fritte, birra chiara e rossa, acqua e bibite.
Alle 16 inizieranno la visita guidata alla basilica di Santa Maria Maggiore con la regina Teodolinda (ancora alle 17.15) e la vita al campo longobardo. Alle 16.30 è in programma l’esibizione di un combattimento fra i figuranti della Fara di Belmonte, che sarà ripetuto un’ora dopo. Alle 18.15 ci si potrà scattare una fotografia con la regina Teodolinda e, alle 19.30, spazio alla rievocazione dell'incontro tra la regina Teodolinda e il duca di Torino Agilulfo, cui seguirà alle 20 il Grande banchetto per le nozze della regina (da prenotare su www.portamialomello.it).
Alle 20.45 (ancora alle 21.15 e alle 21.45) l’evento gratuito “Due chiacchiere, passeggiando, intorno alla basilica”, seguìto alle 21 da uno spettacolo musicale. Alle 22 sarà rievocata la leggenda della “chiesa del diavolo”, lettura tra le rovine della basilica, prima che, alle 22.20, inizi la cerimonia del matrimonio reale.
Si chiuderà alle 22.45 con il gran finale di musica e dei giochi con il fuoco. In caso di maltempo si svolgerà solo il banchetto.
La leggenda ha ridefinito il nome di Santa Maria Maggiore in “chiesa del diavolo” per via di una peculiare asimmetria. Il diavolo non approvava le nozze reali fra la regina Teodolinda e il duca di Torino Agilulfo perché avrebbero spianato la strada al cattolicesimo: le simpatie del demonio erano andate al precedente re Autari, che aveva vietato il battesimo cattolico ai Longobardi.Umberto De Agostino