Carema, pioggia e niente grandine per un Nebbiolo di qualità super
CAREMA. Con l’arrivo di settembre inizia anche nella zona di Carema, dove negli anni si è costituita una solida comunità di produttori locali legata al nebbiolo, il periodo delle vendemmie: «È stata un bella stagione – racconta Manlio Muggianu, cantiniere ed enologo –. Ha piovuto nei momenti giusti, non abbiamo mai avuto periodi di pesante siccità, quindi anche se la quantità del prodotto dovesse essere sotto la media, la qualità rimane altissima. Abbiamo avuto anche fortuna, siamo stati graziati dalle pesantissime grandinate che si sono abbattute su gran parte del Canavese. Gli unici episodi di grandine li abbiamo avuti molto tempo prima, ma si è trattato di precipitazioni leggere quando gli acini d’uva erano molto piccoli, quindi al di là di qualche scarto non abbiamo avuto danni». E ora ci si prepara per la raccolta: «Inizieremo con la vendemmia della base spumante già questa settimana. Si parla di circa 4mila bottiglie, sui 45 quintali di uva al massimo. Poi arriverà il momento del bianco, ma lì ormai c’è poca roba, tutti i produttori stanno progressivamente sostituendo le viti con uve nebbiolo, la cui grande vendemmia inizierà più tardi: come suggerisce il nome, il nebbiolo si vendemmia con la nebbia. Da noi la vendemmia inizia normalmente tra la prima e la seconda settimana di ottobre, ma quest’anno forse anticipiamo di qualche giorno. Sarà un periodo impegnativo, perché l’ultimo sabato di settembre si celebrerà la festa dell’uva di Carema, quindi saremo occupatissimi in entrambe le attività, ci sarà da faticare. La festa è un bella manifestazione, utile a conoscere i produttori locali, che per l’occasione tengono le cantine aperte e permettono di assaggiare le produzioni locali. Sono presenti anche realtà di Donnas e del Canavese, compresi piccoli produttori, oltre alle ormai più di 10 etichette diverse del territorio di Carema». La vendemmia arriva in un periodo non particolarmente brillante per il commercio vitivinicolo. L’insicurezza figlia dei dazi statunitensi e la crisi economica hanno inevitabilmente inciso sul mercato: «Nell’ultimo periodo abbiamo avuto un rallentamento delle vendite – spiega Muggianu –. In parte dovuta ai dazi sulle esportazioni, ma anche perché la gente semplicemente non ha tanti soldi, quindi compra di meno. D’altronde quando c’è crisi i primi acquisti a scomparire dalla spesa sono i beni non di prima necessità, come il vino. A soffrire ovviamente non è il prodotto per il consumatore giornaliero, mentre le bottiglie di pregio affrontano maggiori difficoltà. Infine soffrono anche le esportazioni, tenute in ballo dai dazi Usa. Molti acquirenti hanno aspettato di vedere come sarebbero andate le cose, non sapevano se prendere o meno la merce. Fortunatamente a oggi tutto è stato ritirato, nessuno ordine è stato disdetto, vedremo per il futuro. In generale siamo sempre stati fortunati, questo è il primo anno nel quale abbiamo un trend lievemente negativo, siamo sempre stati in crescita fino adesso. La diminuzione leggera di quest’anno è dovuta alla crisi economica generale, inoltre credo che sia anche il contraccolpo dell’entusiasmo di fine pandemia, quando c’era gran voglia di ricominciare a vivere. Ora invece regna l’incertezza».