«Mi sono impegnata in qualcosa di nuovo,ed è stato gratificante»
CHIVASSO. Tra coloro che hanno frequentato i corsi di Conedia (a Torino), ma hanno poi lavorato in Canavese tra Ivrea e Chivasso, c'è anche Adriana Andronovici, 25 anni, di Chivasso.
Prima di intraprendere questo lavoro, qual era il suo sogno nel cassetto?
«Da bambina ho avuto tante idee su che cosa avrei voluto fare: a volte pensavo di diventare professoressa, altre volte avvocato, o magari parrucchiera e cantante. Questa varietà di sogni mostrava la mia curiosità e voglia di provare cose diverse».
Perché ha poi scelto questa strada e qual è stato l'iter seguito?
«A luglio 2019 mi sono diplomata al liceo scientifico e, non essendo ancora sicura del percorso universitario da intraprendere, ho voluto esplorare delle strade alternative, che potessero offrirmi opportunità concrete a lungo termine. Sono poi venuta a conoscenza del corso regionale di contabilità aziendale, promosso dall'ente formativo Conedia, attraverso uno spot sui social e, dopo aver raccolto tutte le informazioni, ho deciso di cogliere l'occasione ed iscrivermi. Il corso era strutturato in tre fasi distinte: un percorso formativo in aula, uno stage presso un'azienda e un'altra in uno studio professionale. Infine, ho dovuto sostenere un esame per poter ottenere la qualifica. Facendo però un passo indietro, per accedere al corso era necessario superare un test scritto di logica e un colloquio orale».
Com'è stato il percorso formativo?
«Il percorso formativo ha combinato in modo efficace teoria e pratica, affrontando materie fondamentali, come diritto amministrativo, contabilità aziendale, tecniche di comunicazione, strumenti informatici e normativa sulla sicurezza. Ogni argomento è stato trattato sia dal punto di vista teorico, con solide basi normative e concettuali, sia attraverso esercitazioni pratiche, svolte manualmente, che tramite l'utilizzo di un software gestionale. Un altro aspetto utile del percorso è stato quello dedicato alla redazione di un curriculum vitae, che ci ha preparati ai colloqui successivi per l'accesso alla fase di stage».
Dove ha effettuato lo stage?
«In uno studio di commercialisti: un'esperienza che mi ha permesso di affacciarmi per la prima volta al mondo del lavoro e che ha rappresentato un importante punto di partenza, per affrontare in seguito nuove esperienze professionali».
Tornando al percorso formativo, qual è stata la parte più bella che ha affrontato?
«La parte finale è stata sicuramente la più gratificante, ovvero quella dell'esame conclusivo, durante il quale ho potuto dimostrare in modo completo ciò che avevo appreso».
Qual è invece l'aspetto più entusiasmante e quello più faticoso di questo lavoro?
«Paradossalmente l'aspetto più faticoso di questo percorso coincide con quello più entusiasmante. La difficoltà maggiore è stata all'inizio: trovare il coraggio di buttarmi in qualcosa di completamente nuovo, in un ambito del quale sapevo poco o nulla. Ma proprio questa sfida iniziale ha reso il traguardo ancora più significativo: arrivare alla fine del percorso con un bagaglio ricco di conoscenze e soprattutto competenze è stato non solo entusiasmante, ma anche profondamente gratificante».
Ha qualche aneddoto da raccontare?
«Un aneddoto che mi è particolarmente rimasto impresso riguarda il momento in cui, a pochi mesi dall'inizio del corso, tutto si è fermato a causa della pandemia. Avevamo iniziato il percorso a dicembre 2019, ma dopo poche settimane, con l'arrivo del Covid, siamo entrati in una fase di stallo: per circa un mese tutto è stato sospeso, senza sapere quando o come avremmo potuto riprendere. Ci siamo adattati, ci siamo aiutati tra compagni e abbiamo affrontato insieme un'esperienza nuova».
Ci dica cinque termini che descrivano efficacemente la sua professione.
«Se dovessi descrivere la mia professione con cinque parole sceglierei: normativa, perché si basa sul rispetto e sull'applicazione delle leggi e delle regole, innovativa perché è un ambito che cambia spesso e richiede aggiornamenti continui. Un'altra parola che si può utilizzare è stimolante, perché bisogna ragionare, interpretare le normative e trovare soluzioni ai problemi; Questo lavoro è anche interessante, perché ogni situazione è diversa e c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare ed infine soddisfacente, perché vedere i risultati del proprio lavoro e sapere di avere aiutato qualcuno, dà molta gratificazione».