Cilavegna, serve alcol a minorenni: bar chiuso dal questore
Per un errore sul quotidiano in edicola il bar era dato a Gravellona. SI trova a Cilavegna, di Gravellona sono i carabinieri intervenuti. Ce ne scusiamo con i lettori e le lettrici.
CILAVEGNA. Nel locale servivano alcolici ai minorenni ed è scattato il provvedimento di chiusura, per cinque giorni, disposto dalla questura di Pavia. A dare esecuzione per provvedimento con i sigilli alla serranda del bar sono stati, l’altro giorno, i carabinieri di Gravellona. Il provvedimento è stato richiesto alla questura dagli operanti che hanno accertato in più occasioni la somministrazione di bevande alcoliche nei confronti di minorenni.
In Italia la legge vieta la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. Ciò significa che negozi, bar, ristoranti e qualunque esercizio pubblico non possono legalmente vendere o servire alcol a chi non ha ancora compiuto 18 anni. Questo divieto si applica a tutte le bevande alcoliche, senza distinzione: che si tratti di un bicchiere di vino, una birra artigianale o industriale, o un superalcolico, la soglia fissata è sempre la maggiore età. Non importa se la birra è in bottiglia o alla spina – il principio resta invariato: sotto i diciotto anni l’alcol è off-limits nei locali e nei negozi. Anche l’acquisto online rientra nel divieto: i siti di e-commerce specializzati devono verificare l’età dell’acquirente prima di spedire birra artigianale online o qualsiasi altra bevanda alcolica.
In gran parte d’Europa la soglia è simile a quella italiana, ma con qualche differenza: ad esempio in Germania i giovani possono acquistare birra e vino a 16 anni, mentre devono averne 18 per i liquori; in Francia oggi servono 18 anni per qualsiasi bevanda alcolica (fino al 2009 il limite per vino e birra era 16); nel Regno Unito occorrono 18 anni (sebbene a 16-17 sia permesso consumare birra o vino in pub e ristoranti, ma solo insieme a un pasto e sotto supervisione di un adulto.