Pont Canavese celebra il rito della transumanza, una lunga giornata dal fascino antico
PONT CANAVESE. Domenica 5 ottobre sarà un giorno di festa a Pont Canavese: è il giorno della festa della transumanza e le mandrie ritornano dagli alpeggi. L’ultima edizione dell'evento si è svolta nel 2019. Si era interrotta la festa ma non la tradizione che è andata avanti, ogni anno, in primavera e in autunno. È secolare la migrazione periodica di greggi e mandrie che si spostano per sfruttare i pascoli stagionali. E le regine saranno loro, le mucche che con il loro passo guideranno la sfilata della transumanza: un corteo vivente che racconta la montagna. Una pratica antica che l’Uneco nel 2019 ha inserito tra i Patrimoni immateriali dell'umanità.
E ORA SI RICOMINCIA
A Pont Canavese, il comitato La Tramia, il Comune e i margari canavesani hanno deciso di riprovarci e di tornare a festeggiare il rientro delle mandrie dagli alpeggi. Antonella Rosa fa parte del Comitato la Tramia.
[[ge:gnn:lasentinella:15334498]]
«La nostra associazione è nata per organizzare la prima festa della transumanza nel 2011 e il gruppo è formato da gente di Pont legate da amicizie che non si perdono mai. L'amore per il Canavese è stata la scintilla che ha fatto nascere quest'idea – afferma Antonella Rosa –. L’ispirazione è arrivata leggendo un articolo di giornale che sosteneva come i bambini non sapessero da dove provenisse il latte che bevevano a colazione. Questo ci ha spinto a unire lo stupore e la meraviglia, dovuti dalla scoperta che ciò che per noi era un processo ordinario era in realtà sconosciuto a un elemento di rilevanza culturale. Il nostro obiettivo era far scoprire una tradizione e, allo stesso tempo, riavvicinare le persone alla natura». La transumanza non è soltanto una pratica legata al lavoro degli allevatori ma è un rito collettivo che segna l'identità di intere zone. Si va in alpeggio per curare la montagna, si va in alpeggio per produrre formaggi unici: protagonisti i margari, guardiani e custodi delle montagne. «Lo scopo è anche quello di avvicinare il grande pubblico all'opera del margaro che è il transumante e che fa un lavoro importantissimo – continua Antonella Rosa – un po’ per favorire il rispetto della biodiversità, un po’ per la custodia della montagna nel periodo estivo. E questo è un compito sottovalutato a cui bisogna dare il giusto valore. E poi sarà una grande festa che coinvolgerà tutto il paese: anche chi non è direttamente coinvolto nell'organizzazione dell'evento darà il suo contributo: dall'allestimento della vetrina al confezionamento dei centri tavola messi a disposizione degli ospiti».
I VOLONTARI
Il Comune di Pont ha fatto la sua parte mettendo a disposizione circa 30 volontari che aiuteranno il comitato organizzatore a far sì che la festa sia perfetta. «Crediamo molto in questa tradizione e siamo contenti che venga riproposta», dice Renzo Boetto, consigliere con delega alle manifestazioni. Il proverbio dice che le vacche, San Giovanni le prende e San Michele le restituisce: i santi indicano i giorni della transumanza. I simboli: la salita primaverile è promessa di vita e di abbondanza, la discesa autunnale è un ringraziamento per il pascolo estivo e un augurio di prosperità. Poi c’è la magia: i margari guidano gli animali fidandosi dei ritmi e dei tempi della natura. E così non sappiamo esattamente a che ora passerà la mandria: ci sediamo e aspettiamo.
UNA GIORNATA SPECIALE
Domenica le mucche tornano a casa. La sveglia è prestissimo, l'organizzazione è pronta: si scende dall'alpeggio e si torna in pianura. Maurizio Burraco ha 34 anni e fa il margaro con passione ed esperienza. Insieme a Ciapecio, il suo cane meticcio, guiderà le sue mucche dall'alpeggio fino a Pont.
[[ge:gnn:lasentinella:15334497]]
«L'alzata è alle 4 di mattina e vestiamo a festa le nostre mucche. Mettiamo le campane e le coccarde – racconta –- e si parte verso le 7: passeremo per Locana e arriveremo a Pont verso le 4 del pomeriggio». Si ritorna a casa e si indossa il vestito buono: le mucche sono agghindate di corone di fiori e campanacci. «La transumanza diventa una festa tra noi giovani – continua – balliamo la sera del sabato». Il cammino va curato nei minimi particolari. «Bisogna essere molto attenti – conclude Burraco – deve essere previsto un numero preciso di persone che debbono contribuire alla riuscita del viaggio. Delle autovetture che fanno da staffetta e l'altra che chiude il corteo. Le mandrie saranno affiancate da margari esperti per gestire il traffico. Per fortuna che c'è Ciapecio: gli manca solo la parola». E poi arriva la sera, gli animali sono nelle stalle e Maurizio, Ciapecio e gli altri margari andranno a cena e poi tutti a dormire. Sarà una giornata lunga e faticosa, ma di grande festa in un territorio – il Canavese – che ha conservato storie da raccontare.
IL PROGRAMMA
Il 4 e 5 ottobre sarà un weekend di sapori, tradizione e attività all'aria aperta. La festa prende il via alle 20.30 di sabato 4 ottobre al castello della Torre Tellaria con assaggi di transumanza, una raffinata degustazione, su prenotazione, guidata in collaborazione con Slow food Canavese. L'evento, condotto da Fabrizio Gallino ed Eric Vassallo, propone un viaggio tra le eccellenze enologiche del territorio abbinati ad una selezione di tome d'alpeggio fresche e stagionate, formaggi caprini, burro e erborinati, per esaltare il legame profondo tra la terra e i suoi prodotti. Domenica 5 ottobre giornata clou è dedicata al passaggio delle mandrie, che sfileranno più volte dal mattino (ore 9,30) fino al pomeriggio (ore 17 circa). Gli spettatori potranno emozionarsi al ritmo dei campanacci, vivendo pienamente l'atmosfera della transumanza. Il cuore pulsante della festa sarà piazza Craveri, dove si svolgerà un ricco mercato di prodotti del territorio: formaggi vaccini e caprini, birra artigianale, gelato, artigianato locale e vini canavesani. Non mancheranno gli stand gastronomici che offriranno piatti da passeggio a base di polenta, accompagnati da vino locale, e l'immancabile caffè del margaro. Sempre in piazza, il punto informazioni sarà la base per tour guidati gratuiti alla scoperta di Pont, con particolare attenzione alla Torre Tellaria e ai racconti di curiosità e leggende del borgo. Il parco Mazzonis si trasformerà in Fienoland, un'area dedicata ai più piccoli con piscina di fieno, rotoballe e balot. Saranno presenti anche i trucca-bimbi con i pionieri della Cri e giochi a tema. Per le famiglie con neonati, la vicina sala consiliare ospiterà il Pit stop baby, area relax con spazio allattamento, cambio pannolini e servizi igienici, grazie alla collaborazione di Mom’s, mamme online.
Il momento più autentico si terrà alla torre Tellaria, dove sarà possibile incontrare la mandria della pastora Sabrina Solive e assistere a una dimostrazione di mungitura al mattino e una al pomeriggio. Sebbene non ci siano orari fissi, l'allevatrice cercherà di scaglionare le dimostrazioni per permettere a più persone di partecipare. A fine giornata, sarà possibile accompagnare la mandria nella sua sfilata di saluto per le vie del paese. Per esplorare il centro storico, in via Marconi angolo via Destefanis partiranno i giri in carrozza tra gli antichi portici. Il percorso sarà arricchito dai banchetti dei commercianti locali. L'intrattenimento musicale itinerante sarà affidato alla Brock Band, che animerà le vie con brani tradizionali e ballabili. La due giorni sarà anche l'occasione per visitare i musei. Il museo della plastica Cannon Sandretto (9,30-13,30 e 15 – 19) proporrà visite guidate alternate al museo tessile ogni ora. Il museo etnografico - antichi mestieri sarò invece aperto dalle 9,30 alle 18,30. Al punto info allestito in piazza Craveri ci si potrà rivolgere per qualsiasi richiesta sull’evento.