Trump usa lo shutdown per minacciare il licenziamento di massa dei dipendenti pubblici. Chi è il nazionalista cristiano incaricato dei tagli
“Oggi ho un incontro con Russ Vought, quello famoso per il Progetto 2025. Voglio capire quali delle tante agenzie democratiche, la maggior parte delle quali sono una truffa politica, lui raccomanda di tagliare, e se questi tagli saranno temporanei o permanenti. Non posso credere che i democratici della sinistra radicale mi abbiano dato questa opportunità senza precedenti”. Il post di Donald Trump su Truth Social, giovedì, potrebbe essere interpretato come una minaccia rivolta ai democratici, un modo per far pressione sui nemici politici e costringerli a votare al Congresso il rifinanziamento del governo federale. Non è però escluso – anzi, è molto probabile – che il presidente faccia sul serio, e voglia usare lo shutdown per una radicale ristrutturazione del governo federale, che prevede licenziamenti di massa e la cancellazione di decine di programmi e progetti, soprattutto negli Stati democratici. Quello che non è riuscito a fare il Doge di Elon Musk, verrebbe quindi realizzato attraverso lo shutdown.
Non ci sono al momento segnali di cedimento da parte dei democratici, che restano fermi nella loro richiesta iniziale. Sono disposti ad approvare il rifinanziamento del governo, ma solo in cambio di concessioni in materia di assistenza sanitaria: tra queste, l’estensione dei sussidi dell’Obamacare e l’annullamento dei tagli a Medicaid e ad altri programmi, decisi lo scorso luglio con il “big, beautiful bill” di Trump. I repubblicani sono nettamente contrari e quindi lo shutdown continua. Gli americani per ora non ne sono stati particolarmente toccati. Servizi postali, uffici delle tasse, aeroporti funzionano regolarmente. A interrompere il servizio, causa dipendenti lasciati a casa, sono state alcune biblioteche, musei e uffici studi del governo. Le cose potrebbero cambiare nel giro di qualche giorno. In particolare, l’assenza di fondi per finanziare le agenzie federali diventerebbe l’occasione per dismettere definitivamente migliaia di dipendenti pubblici.
I licenziamenti inizieranno “tra un giorno o due”, ha detto il 1° ottobre in una conversazione riservata con i repubblicani proprio Russell Vought, direttore dell’“Office of Management and Budget” della Casa Bianca. Non è noto quali dipartimenti federali potrebbero essere interessati o quanti lavoratori saranno licenziati, ma Trump ha spiegato che “un gran numero” di dipendenti non torneranno alle loro mansioni e anche la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha insistito sul fatto che i licenziamenti sono “imminenti”. Si tratta di una prassi del tutto inconsueta. Storicamente, durante gli shutdown, i dipendenti federali non essenziali vengono messi in congedo ma poi, appunto, riprendono le loro funzioni. Questa volta potrebbe andare diversamente. Circa 750 mila dipendenti federali – il calcolo è del Congressional Budget Office – saranno messi in congedo durante questo shutdown. Se anche solo una parte di essi venisse licenziata, si tratterebbe comunque di un radicale ridimensionamento della macchina statale.
Non sorprende che a dirigere questa epurazione di massa ci sia proprio Russell Vought. Quarantanove anni, autoproclamato nazionalista cristiano, Vought è il fondatore del “Center for Renewing America”, un think tank conservatore che promuove l’America First in politica estera e politiche sociali ed economiche ispirate a un liberismo radicale. Ha svolto un ruolo di primo piano nella redazione del Project 2025, il programma della destra conservatrice della Heritage Foundation che ha preparato il ritorno di Trump alla Casa Bianca – il presidente ha sempre giurato di non aver nulla a che fare con il Project, ma ora lo cita a mo’ di ispirazione nei suoi post. Tra le linee direttrici della strategia del Project 2025 c’è proprio la riforma della burocrazia federale. Vought non ha del resto mai fatto mistero delle sue idee. L’anno scorso era girato un video in cui, parlando dei dipendenti federali, diceva: “Li vogliamo traumatizzare”. Lo shutdown diventa quindi l’occasione per “traumatizzare”, e lasciare a casa, migliaia di persone. In un memorandum ai dipartimenti del governo, la settimana scorsa, Vought scrive che “non è mai stato così importante per l’amministrazione essere preparata a una chiusura… le agenzie sono invitate a cogliere questa opportunità per valutare avvisi di riduzione del personale per tutti i dipendenti impegnati in programmi, progetti o attività…che non sono coerenti con le priorità del Presidente”.
Come si vede, il testo non si limita a parlare di licenziamenti, ma allude anche alla cancellazione di “programmi, progetti o attività”. È questo l’altro fronte su cui l’amministrazione si sta impegnando. In una serie di post sui social, Vought ha spiegato che il governo degli Stati Uniti ha sospeso o deciso di annullare l’erogazione di circa 26 miliardi di dollari in fondi precedentemente approvati per programmi ora descritti come “uno spreco o bisognosi di ulteriori revisioni”. Circa 8 miliardi di dollari sono stati cancellati per progetti, ha scritto Vought, “della Nuova Truffa Verde che alimenta l’agenda climatica della sinistra”. La mossa interessa 16 Stati, la maggior parte a guida democratica. Altro Stato democratico “punito” dall’amministrazione è New York, dove è stato sospeso un finanziamento federale di circa 18 miliardi di dollari per due importanti progetti infrastrutturali: un tunnel ferroviario in costruzione tra il New Jersey e Penn Station a Manhattan e i lavori per la linea metropolitana sulla Seconda Avenue.
Ciò che appare significativo è che questi finanziamenti erano già stati approvati dal Congresso. Nonostante questo, la Casa Bianca li sospende o cancella. In effetti, Vought appartiene a settori della politica americana che puntano a ridimensionare il power of the purse, il potere del Congresso di controllare le spese e l’allocazione di fondi del governo federale. Tra gli obiettivi di questa parte del mondo conservatore, c’è il ricorso alla Corte Suprema (oggi a maggioranza conservatrice) per chiedere la revoca o la limitazione dell’“Impoundment Control Act” del 1974. La legge aveva l’obiettivo di limitare i poteri di spesa del presidente, dopo che Richard Nixon era stato accusato di abusi per aver negato fondi a programmi che disapprovava. Lo shutdown di questi giorni non è dunque utilizzato soltanto per ridurre drasticamente la spesa pubblica. Tra gli obiettivi, c’è anche un ulteriore consolidamento dei poteri presidenziali a scapito di quelli di deputati e senatori.
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