Spessa a caccia di evasori della tassa sui rifiuti «Il 65% non l’ha pagata»
/ spessa
Tari, questa sconosciuta. Almeno per il 65 per cento dei cittadini. La scoperta da parte del Comune che la maggior parte degli abitanti nel 2025 non ha pagato la tassa sui rifiuti ha convinto la sindaca Debora Borgognoni a optare per la “tolleranza zero” nei confronti degli evasori. Primo passo: cambiare la società che si occupava degli accertamenti, ma non della riscossione, affidandosi ora ad un’azienda che faccia sia l’uno che l’altro. Secondo: recuperare, senza sconti, i mancati introiti anche degli anni precedenti.
200 mila euro da riscuotere
Perchè, in realtà, l’andazzo va avanti già da tempo. «Abbiamo verificato che verificato che i mancati pagamenti della Tari che oggi arrivano a toccare punte del 60/65%, non sono affatto una novità – spiega Borgognoni –. Facendo i controlli, ci siamo accorti che c’è stato un realtà un crescendo dal 2020, anno in cui è ancora possibile agire su accertamenti e riscossione coatta del debito e dove il mancato pagamento era di circa il 40% del dovuto a Broni Stradella Pubblica». Da cinque anni, invece, il semplice accertamento senza dare seguito all’azione di riscossione del credito ha evidentemente convinto più di uno che la tassa sui rifiuti fosse un optional. Con un danno di circa 50 mila euro all’anno per le casse comunali.
Un mancato introito, in definitiva, di oltre 200 mila euro. Di cui il Comune spera di rientrare, almeno in buona parte. «L’amministrazione è sempre più decisa a risolvere una situazione intollerabile, che per alcuni mancati-/morosi contribuenti si è addirittura cristallizzata da anni – aggiunge la sindaca di Spessa –. Finora abbiamo inviato i dovuti accertamenti tramite una ditta esterna che però non si occupava dell'iter burocratico e coattivo». «Un Comune piccolo come il nostro (meno di 500 abitanti, ndr) ha invece bisogno di una riscossione a 360 gradi, che è stata la logica che ha mosso la decisione attuale conclude –. Per quanto riguarda la riscossione crediti, oltretutto, il servizio non sarà a carico dell’ente a priori, ma solo attraverso una percentuale sulle entrate effettive nelle casse del Comune». —