Vittadini, è la notte dell’inaugurazione: «Un boom di richieste di iscrizione»
PAVIA. Mercoledì 17 dicembre alle 21 all’aula magna del Ghislieri si inaugura l’anno accademico 2025/2026 del Conservatorio Vittadini con il concerto del “Quartetto di Genova” e, a seguire, il consueto brindisi natalizio (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria scivendro alla mail prenotazioni.vittadini@conspv.it).
Il nuovo cda
L’anno che si apre vedrà al lavoro un consiglio d’amministrazione completamente rinnovato, con alla presidenza Giacomo Galazzo, mentre per il direttore Alessandro Maffei inizia l’ultimo anno in carica. Il suo mandato scadrà infatti il 31 gennaio 2027.
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Direttore, inizia il sesto e ultimo anno per lei: stanco o ancora pieno di energia?
«Il Conservatorio Vittadini è sicuramente una scuola complicata, soprattutto nel raccogliere l’eredità della statizzazione. Effettivamente però mi reputo soddisfatto: la scuola sta prendendo un bel volto con docenti qualificati, studenti in aumento e nuove cattedre. Timidamente stiamo cercando di diventare un conservatorio a tutti gli effetti e credo ci siano ora tutte le premesse».
Un cammino premiato anche dai numeri.
«È vero; l’anno scorso avevamo avuto 192 domande di ammissione, quest’anno 248, il 30% in più. 117 di costoro non sono risultati idonei, 128 sì e di questi 98 sono stati immatricolati: avremo dunque il il 6% di studenti in più rispetto all’anno scorso».
Quasi il 50% è stato ritenuto non idoneo, avete selezioni severe.
«Stiamo tentando anche di lavorare sulla qualità. Avendo pochi posti possiamo permetterci di essere abbastanza selettivi. Possiamo quindi dire che non solo c’è stato un aumento del 6% di studenti, ma prevedo anche un innalzamento del livello».
Avete registrato un boom in qualche corso?
«Sicuramente canto, con iniezione particolare di stranieri, soprattutto cinesi. Sono 40 su 370 studenti totali. Per questo abbiamo dovuto aprire una quarta cattedra di canto. Abbiamo avuto un boom di iscritti anche per musica d’assieme, che ha raddoppiato il numero. Tra le “matricole” peraltro c’è il Quartetto di Genova, già consolidato, che si esibirà al concerto inaugurale. Sono già iscritti alla scuola Stauffer di Cremona, ma hanno deciso di iscriversi anche da noi. Poi ha fatto grandi numeri anche pianoforte».
Novità negli insegnamenti?
«Da tre anni abbiamo composizione e l’anno scorso abbiamo introdotto anche tecnico del suono. È importante tenere queste cattedre perché creano le premesse anche per chiedere accreditamenti successivi. La novità di quest’anno è un corso già esistente – ma sempre senza allievi – che ora ha tre iscritti: si tratta dell’accompagnatore pianistico».
Gli obiettivi del suo ultimo anno?
«Vogliamo completare il quadro dei docenti, ci sono tre conocrsi in corso: per il quinto docente di pianoforte, per il terzo di canto e per chitarra. Così l’organico sarà completo con docenti tutti fissi e di ruolo. Questo significa dare forza e continuità alla didattica. Col Fraschini abbiamo un’intesa già ottima, desideriamo stabilire rapporti sempre più proficui con Università e Comune, anche con i Collegi. Ci piacerebbe proprio diventare la casa della musica della città». —