Il riscatto della laurea converrà sempre meno, come cambiano le regole
Con la Legge di Bilancio per il 2026 dovrebbero cambiare anche le regole relative al riscatto della laurea. Uno strumento già costoso anche se molto utile in certi casi potrebbe cadere definitivamente in disuso con le nuove regole.
La Manovra per il prossimo anno potrebbe contenere una stretta sul riscatto della laurea ai fini previdenziali. Lo strumento permette considerare gli anni di studio come anni di contribuzione. Oltre ad aumentare gli anni di contribuzione con il riscatto della laurea si può aumentare anche il montante contributivo. Quindi, permette di maturare il requisito contributivo minimo prima (perché appunto gli anni di studio contano come anni di lavoro) ma anche di incrementare l’assegno che si andrà a percepire una volta a riposo.
Regole fortemente peggiorative in Legge di Bilancio
Certo, già adesso non si tratta di uno strumento economico. Nel migliore dei casi si spendono poco più di 6mila euro per ciascun anno del corso di laurea frequentato e poi concluso con il conseguimento del titolo. Tuttavia, con le nuove regole – a meno di cambiamenti dell’ultimo minuto al testo della Manovra – riscattare la laurea diventerà ancora meno conveniente.
Basta dire che in questo momento ogni anno di studio riscattato equivale a un anno di lavoro. Quindi, mettendo che un lavoratore abbia preso sia la laurea di primo che quella di secondo livello e voglia riscattarli, potrà contare su ben 5 anni di contribuzione. Cifra che soprattutto in un’ottica di pensionamento anticipato non sono per niente pochi. Le modifiche allo strumento previste dalla Legge di Bilancio 2026 intervengono innanzitutto su questo punto. Nel 2031 ad ogni periodo di studio riscattato si dovranno togliere 6 mesi.
Nel 2035 si potranno riscattare solo 6 mesi di studio
Per ogni anno successivo al 2031 si dovranno aggiungere ai 6 mesi iniziali ulteriori 6 mesi. Dunque, nel 2032 a non poter essere contati saranno 12 mesi, nel 2033, 18 mesi in meno, nel 2034 24 mesi in meno e, infine, nel 2035, si dovranno sottrarre 30 mesi al periodo riscattabile.
A quel punto, insomma, riscattando una laurea di primo livello, durata triennale, si potranno far contare solo 6 mesi su 36. Detto ciò, difficilmente la norma sarà retroattiva. Quindi, nell’eventualità che la misura passi nella forma odierna, dovrebbero essere al riparo i periodi di studio terminati col conseguimento del titolo entro il 2025.
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