Ponte Preti verso un’altra proroga manca ancora la graduatoria
Strambinello
L’annuncio arriva a pochi giorni dal termine fissato per presentare il progetto definitivo da parte di Città metropolitana, il 31 dicembre, e dice che per vedere rifatto il Ponte Preti serve dell’altro tempo. Un’altra proroga. Sono passati vent’anni dalle prime mobilitazioni, ma «il Ponte Preti si farà», promette in una nota Alessandro Giglio Vigna, il deputato canavesano in quota Lega. Gli risponde a stretto giro il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta: senza una graduatoria sono solo parole.
Calendarizzazione imminente a Roma
«Matteo Salvini in persona e i tecnici del Mit stanno lavorando da settimane sulla Proroga Ponte Preti, inserendola nel prossimo Milleproroghe», spiega Giglio Vigna. «Sto seguendo personalmente la questione con il Mit». A seguito della riunione avuta martedì 16 dicembre, «posso affermare che a breve la proroga sarà ufficialmente calendarizzata nel Milleproroghe e questo potrà permettere a Città metropolitana di compiere poi i passi successivi». Giglio Vigna ha annunciato importanti sviluppi sull’infrastruttura strategica per il territorio canavesano che unisce Strambinello a Baldissero Canavese, e la stessa cosa vale per gli altri ponti della provincia di Torino, ovvero il Ponte di Castiglione, il Ponte di Villafranca e il Ponte di Villanova.
Più ministeri coinvolti: i ritardi
«Ancora una volta – dice Giglio Vigna – invito il Pd a non prendere in giro i canavesani per fare facili attacchi strumentali a Salvini, alla Lega e al Governo. Il Ministero mi ha sempre risposto puntualmente a tutte le richieste di informazioni e, come risponde a me, risponde anche ad altri rappresentanti istituzionali, compresi quelli dell’opposizione regionale, se interpellato». E ancora: «Se alcuni consiglieri non sanno come districarsi all’interno del mondo dei ministeri romani, come già detto più volte, possono rivolgersi al sottoscritto. Sono disposto a fare "squadra Canavese" con tutti, a prescindere dal colore politico». Se invece «preferiscono continuare con questo metodo esclusivamente per attaccare politicamente e creare allarmismo, è un altro discorso». In conclusione, «il ritardo è dovuto al classico iter di via libera fra i vari ministeri di Roma, stiamo parlando di cifre importanti, è anche giusto che ogni ministero si prenda il giusto tempo, ricordo alle sinistre che un modo per abbreviare questi iter burocratici esiste e lo stiamo portando avanti: l’autonomia differenziata regionale. Devolvere competenze e risorse alle Regioni significa ridurre i tempi e dare risposte più rapide ai territori». Il 12 febbraio era stato approvato in Commissione affari costituzionale del Senato l’emendamento che aveva inserito il Ponte Preti nel decreto Milleproroghe e con il quale era stata fissato al 31 dicembre 2025 il termine in cui Città metropolitana doveva presentare il progetto definitivo e affidare i lavori.
La graduatoria
Sono passati i mesi e il 25 novembre, mancando ancora la graduatoria sui ponti ammessi al finanziamento da parte dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta aveva bollato la vicenda come surreale. Graduatoria ferma ieri come oggi al ministero dell’Economia e delle Finanze: in sintesi i 66,1 milioni destinati alla Città metropolitana di Torino per gli interventi sui ponti, come da Piano regionale sui ponti avviato nel 2019. Dei quali 25.5 milioni per il Ponte Preti.
Come dire fuffa
Avetta: «Ogni contributo per realizzare il nuovo ponte preti è utile ed apprezzabile. E perfin necessario se proviene da chi ha relazioni dirette con il Governo nazionale. Sono amministratore pubblico locale da qualche anno ormai e posso tranquillamente affermare che si tratta di una vicenda surreale». Per il consigliere regionale «è davvero frustrante che oggi, dopo le tante passeggiate sul ponte e gli annunci roboanti di numerosi esponenti politici, per salvare il ponte siamo costretti a sperare in un’ulteriore proroga del termine fissato al 31 dicembre». E questo succede, conclude, «solo perché i ministeri romani, ad oggi, non hanno ancora pubblicato la graduatoria delle opere finanziate che attendiamo dall’aprile scorso. Questo è il punto dolente. Tutto il resto è cornice».