Muore il professor Fiorucci Addio al primario illuminato
VIDRACCO
Si è spento lunedì a 90 anni nella sua casa di Vidracco il professor Giancarlo Fiorucci, medico chirurgo allergologo e patologo clinico, tra i più autorevoli in Italia, primario a Ivrea fino al 1990 e medico in Damanhur: toscano di origine e di spirito nelle sue radici senesi che rivendicava nell’accento e nella sua passione per il Palio, valchiusellese di adozione, damanhuriano nella profonda convinzione olistica secondo la quale il fisico si ammala quando si ammala la mente, professionista stimatissimo da colleghi e pazienti. Un uomo innamorato della vita, curioso in ambito di scienza, sempre ironico e grande tifoso del Toro, la sua squadra del cuore. Non bastano le parole per raccontare cosa è stato per il Canavese e per il Piemonte, il professor Fiorucci, che fino a 20 giorni fa lavorava ancora. Lascia la moglie Maia e i figli Marco e Ugo, e i nipoti, già grandi, a loro volta professionisti affermati all’estero. La cerimonia funebre è stata officiata in Damanhur. «Non è semplice in poche parole dire cosa mi ha lasciato mio padre – dice Ugo Fiorucci, architetto nel Torinese – Potrei dire la sua ironia toscana, quella sua capacità unica di sorridere e di cercare il lato positivo, sempre». Un uomo molto affermato eppure «altrettanto umile e aperto alla gente», aggiunge Maia.
Fiorucci si era laureato in Medicina e Chirurgia a Siena nel 1962, città in cui era nato. E all’ospedale di Ivrea la sua carriera l’aveva visto esordire come assistente del laboratorio di analisi cliniche e anatomia patologica fino a ricoprire il ruolo di primario. Dal 1982 aveva esercitato la specialità di Allergologia negli ospedali di Ivrea, Chivasso, Valdese e Koelliker di Torino. In Canavese aveva lavorato fino al 1990 e a Vidracco era tornato a vivere dieci anni più tardi, dopo la pensione.
Docente di Patologia e microbiologia clinica all’Università degli studi di Torino, fu promotore e coordinatore del gruppo di esperti voluto dall’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte per definire un modello organizzativo per la diagnosi e cura delle allergopatie. Ispettore esperto di Accredia per la certificazione di Qualità Iso 9000 nel settore sanità, prestò servizio anche come consulente allergologo per il Poliambulatorio della guardia di finanza di Torino. Ma Fiorucci fu anche autore di 70 pubblicazioni scientifiche e 3 libri di testo medici, oltre che relatore e moderatore in oltre 100 congressi, corsi e convegni nazionali e internazionali. Aveva anche praticato l'atletica leggera a livello nazionale ed era stato arbitro di calcio Figc. La notizia della sua scomparsa ha immediatamente raccolto innumerevoli attestazioni di stima e di affetto. «Un grande innovatore – il cordoglio della comunità Damanhur – sempre pronto a cavalcare idee nuove. Ha lasciato la sua Siena proprio per investire in uno dei primi laboratori di ricerca voluti da Adriano Olivetti. Da allora, e fino a pochi giorni fa, ha sempre voluto lavorare; anche in Damanhur ha favorito la nascita dell'Accademia dell'equilibrio, del Laboratorio di analisi fortemente voluto da Oberto Airaudi, il fondatore, e ha organizzato molti convegni a cui hanno partecipato insigni ricercatori». Direttore di CreaSalute nel centro Damanhur Crea, medico e professionista di eccellenza, era stimato profondamente da tutti. «Un senese verace sempre pronto alla battuta. Allenatore e sponsor di squadre di calcio damanhuriane, ottimo oratore dotato di una battuta ficcante e arguzia senza pari, lascia un grande vuoto nella Federazione di Damanhur».
Il sindaco Antonio Bernini, damanhuriano a sua volta, ha attinto ai ricordi di una solida e sincera amicizia nata dal rapporto paziente-medico, come naturale evoluzione di un comune sentire: «Il mio primo contatto con lui – ricorda Bernini – è stato come paziente. Giancarlo mi fece comprendere come quelli che scambiavo per prolungati raffreddori primaverili, erano in realtà un’allergia alla fioritura delle graminacee. Poi siamo diventati amici e ho avuto il piacere di collaborare con lui nell’organizzazione di eventi al centro congressi in Damanhur Crea e in varie regioni italiane. Con lui era sempre aperta la porta della toscanità, della battuta sincera, del buon vino. Un equilibrio che a lui riusciva sempre naturale, tra l’umorismo e la serietà dei temi su cui spesso ci confrontavamo. Vidracco ha perso uno dei suoi cittadini più autorevoli e disponibili ad aiutare gli altri».