Treni, viaggi da incubo. La Milano-Mortara è tra le linee peggiori
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VIGEVANO. Ancora una volta il rapporto “Pendolaria” di Legambiente certifica che la linea ferroviaria Milano-Mortara-Alessandria è tra le peggiori in Italia. Addirittura la situazione è stata mostrata (insieme a quelle della Circumvesuviana e della Roma-Viterbo) nella slide delle peggiori in Italia, in rappresentanza delle regioni del Nord. Disservizi, guasti e soppressioni: sono questi i motivi che vengono anche per il 2025 elencati, insieme al mancato raddoppio. «Altra linea storicamente tra le peggiori – recita Pendolaria - è la Milano-Mortara-Alessandria, utilizzata da 19 mila viaggiatori al giorno e che anche nel 2025 ha visto guasti ai convogli e alla rete, con inevitabili ritardi e soppressioni di corse».
Legambiente stigmatizza anche alcune situazioni limite avvenute: «Clamoroso l’episodio dello scorso 30 settembre con ritardi fino a due ore, sei corse cancellate, forze dell’ordine inviate in stazione per cercare di smistare i pendolari nei vagoni. Il tutto a causa del protrarsi di alcuni lavori cominciati nelle ore notturne». In un’altra sezione di Pendolaria si ricorda che il costo attribuibile al raddoppio del tratto Albairate-Mortara (l’ultimo rimasto a binario unico) è di «1.857 milioni, mancanti». Anche il tentativo di arrivare col secondo binario almeno sino allo stadio di Abbiategrasso (cinque chilometri) usando fondi del Pnrr è naufragato, perché le spese erano fuori budget. Legambiente indica come soluzione percorribile il raddoppio selettivo (cioè con esclusione delle aree maggiormente urbanizzate) proposto ormai sei anni fa dall’associazione Mi.Mo.Al: senza secondo binario difficilmente le performance della linea potranno migliorare in futuro.
«Il problema all’origine di questa situazione, ormai annosa, riguarda il mancato accordo tra governo, Regione Lombardia e i comuni interessati per creare le condizioni per raddoppiare i binari nella tratta mancante», viene spiegato nel rapporto Pendolaria. Che oltretutto rincara la dose: «Un servizio più affidabile su questa linea così tanto dimenticata incentiverebbe un riequilibrio demografico tra Milano (dove il carovita ha raggiunto livelli difficilmente gestibili, soprattutto per quanto riguarda l’abitazione) e l’Abbiatense, il Vigevanese e la Lomellina. Per non parlare della sua valenza turistica sugli stessi territori».
Legambiente ricorda le novità di qualche giorno fa (chiusura di Porta Genova e nuovo capolinea a Rogoredo, partenza di una nuova suburbana tra questa stazione e Albairate), ma ricorda l’ennesimo problema irrisolto: «Si tratta – conclude il rapporto Pendolaria di Legambiente - sicuramente di un passo in avanti, con vantaggi per gli utenti grazie all’interconnessione con i treni ad alta velocità, i treni urbani e suburbani, la rete metropolitana e il sud ovest milanese, che però rischia di essere vanificato in assenza di biglietti e abbonamenti integrati, ovvero quelli che consentono di spostarsi in treno, autobus o metropolitana, pagando un prezzo unico».
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