Flop differenziata a Voghera: in 5 anni il crollo dal 66 al 57%
Voghera. Dieci punti percentuali persi in cinque anni. È un bilancio in discesa libera quello della raccolta differenziata di Voghera secondo quanto riportato dai dati dell’Ispra, ovvero l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Se nel 2020, infatti, a Voghera si differenziava il 66,35% dei rifiuti, nel 2024 il dato è sceso fino al 57,78%, con un calo medio di 2 punti percentuali all’anno. Un numero che non raggiunge, già da 3 anni, la soglia del 65% prevista dalla legge.
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Ma cosa è cambiato in questi 5 anni per far calare così i numeri? Occorre fare un passo indietro per rispondere. Il Comune di Voghera nel 2016, all’epoca del commissario prefettizio, introdusse il metodo “porta a porta”, che diede un primo timido impulso alla differenziata facendola salire in 2 anni (dal 2016 al 2018 appunto) dal 31% al 38%. Il risultato non soddisfò la cittadinanza e nell’ottobre del 2018 (anche a seguito delle proteste arrivate sulla scrivania del sindaco Carlo Barbieri su come veniva condotta la raccolta porta a porta) si passò al sistema attualmente in vigore dei cassonetti con la calotta, apribili solo con apposito badge. Per collocarli, l’investimento fatto da Asm (su impulso della giunta) fu di 3 milioni e 200mila euro, che verrà ammortizzato solo nel 2028. Inizialmente la scelta sembrò funzionare: si passò dal 38,52% di differenziata nel 2018 al 63,62% del 2019, per poi salire ancora di 3 punti l’anno successivo. Da lì, però, ha poi cominciato la discesa: forse per esaurimento della spinta virtuosa degli inizi, forse per il fatto che in tanti non hanno mai ritirato la tessera, o forse per i continui malfunzionamenti dei cassonetti stessi. Quale che sia il motivo, i dati scendono.
Le rilevazioni di asm
Secondo le rilevazioni di Asm, però, scenderebbero meno di quanto rilevato dall’Ispra: gli uffici di via Pozzoni, infatti, rilevano che nel 2024 in realtà la raccolta si sia attestata sul 60%, e che all’incirca sia rimasta uguale nel 2025. «Il dato in leggero calo della raccolta differenziata rispetto ai primi anni è un fenomeno fisiologico - commenta l’assessore all’ecologia Alessandro Menini - ma ci trasmette comunque un messaggio chiaro: il sistema va accompagnato e rafforzato nel tempo. La vera sfida non è l’avvio di un modello, ma la sua tenuta quotidiana, ed è su questo che stiamo lavorando. Da quando mi sono insediato ho voluto dare un segnale concreto, intensificando i controlli e gli interventi contro l’abbandono dei rifiuti, con operazioni di raccolta attive anche nei fine settimana. L’utilizzo delle fototrappole e le sanzioni non hanno un intento punitivo, ma servono a tutelare la grande maggioranza dei cittadini che rispetta le regole e a difendere il decoro della città. Stiamo anche rafforzando il piano di sensibilizzazione: un ruolo centrale lo gioca l’informazione, che deve essere chiara, capillare e accessibile. Per questo continueremo a investire anche in comunicazioni multilingue, fondamentali nel nostro contesto urbano. L’obiettivo è migliorare nel tempo i risultati, costruendo una cultura diffusa di rispetto per l’ambiente e per lo spazio pubblico».