Allarme infiltrazione mafiosa, “bloccata” società vigevanese
VIGEVANO. Precedenti per legami con la criminalità organizzata, nel caso specifico con la 'ndrangheta calabrese. Un motivo più che sufficiente perché la prefetta di Pavia, Francesca De Carlini firmasse un’interdittiva antimafia nei confronti di una società, con sede legale a Vigevano, operante nel settore della ristorazione. Oggetto del provvedimento il socio di maggioranza della società che aveva sede a Vigevano, anche se il locale (un bar, nella fattispecie) ha sede a Segrate. Locale, fra l'altro, che ancora non aveva aperto.
Un altro, l'ennesimo, segnale allarmante delle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico lombardo. L'ennesimo, inquietante segnale, del legame della 'ndrangheta con la provincia di Pavia.
Il provvedimento
L’adozione dell’interdittiva è frutto del lavoro, senza soluzione di continuità, del Gruppo interforze Antimafia (Gia), organismo coordinato proprio dalla prefettura e composto da polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza e Direzione investigativa antimafia (Dia), che annovera tra i propri compiti l’analisi e l’approfondimento delle dinamiche passibili di pregiudicare l’economia legale, fornendo al prefetto ogni elemento utile e necessario per prevenire i tentativi di infiltrazione nelle amministrazioni pubbliche. «Cointeressenze e interposizioni fittizie ed un quadro indiziario complessivo con rischio concreto di infiltrazioni mafiose»: questi, di fatto, gli elementi concreti alla base del provvedimento emesso dalla prefettura di Pavia, finalizzato alla prevenzione delle infiltrazioni criminali sul territorio provinciale. Le indagini hanno portato a dipanare una matassa intricata di contatti, posizioni, situazioni societarie dietro la quale si nascondono, spesso mascherate da attività del tutto lecite, le infiltrazioni della criminalità organizzata. Proprio dentro questa cortina, magistratura e forze dell’ordine sono riuscite pazientemente a ricostruire il percorso che ha portato ad individuare la persone che deteneva la maggioranza della società che ha sede a Vigevano e di fatto operava nella ristorazione, uno dei settori più a rischio infiltrazioni in Lombardia, in particolare per quelle legate alla 'ndrangheta. Proprio nella ristorazione, a fine anni ’90, avevano investito il clan Valle, famiglia originaria di Reggio Calabria insediatasi nella città ducale un decennio prima che faceva capo a Francesco Valle. A fine anni Novanta la 'ndrina venne smantellata a seguito di un’inchiesta e il suo capo storico condannato per associazione mafiosa. Ma anche le più recenti indagini dell’Antimafia che hanno portato a stroncare un vasto traffico di cocaina dal Sudamerica che passava anche da Casorate testimoniano come l’attenzione verso la criminalità organizzata in provincia di Pavia non possa mai essere abbassata.