Calendario Fiscale 2026: le date bollenti di gennaio, i pagamenti last minute da fare ora
Con l’avvio del nuovo anno fiscale, il calendario fiscale 2026 si presenta fitto di scadenze cruciali per imprese, professionisti e privati.
Dopo le festività natalizie, è fondamentale pianificare con attenzione i pagamenti e le dichiarazioni per evitare sanzioni e ritardi.
Il mese di gennaio segna il ritorno delle principali attività fiscali, a partire dal 2 gennaio, quando entrano in gioco diversi obblighi tecnici e comunicazioni automatizzate. Tra questi spiccano gli invii INTRA-12, essenziali per la reportistica degli scambi intracomunitari, e le comunicazioni da parte degli operatori finanziari all’Anagrafe tributaria.
Gennaio 2026: un mese denso di adempimenti fiscali
In questa data si completano anche gli adempimenti relativi all’imposta sulle assicurazioni e all’esterometro, particolarmente rilevanti per chi gestisce vendite a distanza, oltre alla trasmissione delle informazioni sul bollo virtuale.
Non meno importante è la gestione del canone Rai applicato alle pensioni, che richiede una particolare attenzione da parte dei contribuenti interessati. Per soggetti come enti non commerciali, agricoltori esonerati, compagnie assicurative e intermediari finanziari, è consigliabile una preparazione anticipata già a dicembre per evitare ritardi.
Il 16 gennaio 2026 rappresenta una giornata chiave per il versamento dell’IVA mensile relativa a dicembre 2025, unitamente ai pagamenti delle ritenute su redditi da lavoro dipendente e autonomo, provvigioni e redditi di capitale.
In questa data vanno inoltre corrisposti i contributi INPS, sia per i lavoratori dipendenti sia per la Gestione Separata. L’adempimento coinvolge anche la gestione delle locazioni brevi, la Tobin Tax e i meccanismi di split payment, adempimenti che interessano un’ampia platea di contribuenti.
Scadenze di fine mese: Intrastat, dichiarazioni tardive e canone Rai
Il 26 gennaio è il termine ultimo per la presentazione degli elenchi Intrastat, fondamentali per la corretta comunicazione delle operazioni intracomunitarie, sia mensili per il mese di dicembre, sia trimestrali per l’ultimo trimestre 2025.
La precisione nella classificazione delle operazioni, distinguendo tra beni e servizi, e tra prestazioni rese o ricevute, è indispensabile per garantire la regolarità fiscale, soprattutto per le piccole e medie imprese con rapporti commerciali frequenti nell’Unione Europea.
Il 29 gennaio 2026 è invece la scadenza per l’invio tardivo di alcune dichiarazioni fiscali annuali non presentate entro ottobre 2025, come il Modello Redditi 2025, il Modello IRAP 2025 e il Modello 770/2025. La trasmissione in ritardo è possibile entro 90 giorni, con una sanzione ridotta fissa di 25 euro per ciascun modello, offrendo così un’opportunità di regolarizzazione agevolata.
Il calendario si chiude con il 31 gennaio, data che quest’anno slitta al 2 febbraio 2026 perché il 31 cade di sabato. Tra i principali adempimenti figurano la dichiarazione di non detenzione del televisore per le famiglie senza apparecchio, necessaria per ottenere l’esenzione dal canone Rai 2026. Per le imprese industriali ed edili è il termine per l’invio delle domande di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per eventi non evitabili riferiti al mese precedente.
Inoltre, per chi opera con importazioni di beni di valore inferiore a 150 euro, scade il termine per la presentazione della dichiarazione IVA IOSS relativa alle vendite a distanza e il versamento dell’imposta dovuta. È importante sottolineare che, a differenza di altri obblighi, il termine per l’IOSS non slitta in caso di weekend o festività, rendendo necessario un controllo scrupoloso per evitare sanzioni.
Infine, entro la fine del mese devono essere completate le registrazioni e la conservazione del Libro Unico del Lavoro relative al precedente periodo di paga, un adempimento fondamentale per la corretta gestione amministrativa e contributiva.
Scadenze da non perdere a dicembre: acconto IVA e ravvedimento saldo IMU 2025
Prima dell’inizio del nuovo anno, l’attenzione è rivolta a due scadenze fondamentali che cadono nell’ultima settimana di dicembre. Il pagamento dell’acconto IVA 2025, originariamente previsto per il 27 dicembre, è prorogato al 29 dicembre in quanto il 27 cade di sabato. È un appuntamento importante per anticipare parte dell’imposta dovuta nel corso dell’anno.
Entro il 30 dicembre si chiude il cosiddetto ravvedimento sprint per regolarizzare omissioni o pagamenti insufficienti relativi al saldo IMU 2025, scaduto il 16 dicembre. Chi si avvale di questo regime di ravvedimento paga una sanzione estremamente ridotta, pari allo 0,083% per ogni giorno di ritardo, una possibilità vantaggiosa per evitare costi maggiori in caso di ravvedimenti successivi.
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