«Il video di Sempio sul pc? Non lo usava solo Chiara»
/ garlasco
È la difesa di Andrea Sempio, indagato da marzo per un ruolo nell’uccisione di Chiara Poggi il 13 agosto 2007, a ricostruire la genesi del video riemerso a distanza di anni dagli atti dell’inchiesta e tornato oggi al centro del dibattito dopo essere stato rilanciato dalla youtuber Bugallala.
il commento della difesa
«Un filmato apparentemente innocuo, girato a marzo 2007 durante l’intervallo all’Ipsia di Sannazzaro, che riprende Sempio insieme ad alcuni compagni di classe mentre giocano in un’aula illuminata dalla luce del giorno. Nelle immagini i ragazzi si lanciano una pallina di carta e, in modo del tutto accidentale, un banco cede sotto il peso di due studenti. Nessun atto violento, nessun danneggiamento intenzionale: una scena di normale vita scolastica. Il pc? Non era solo di Chiara, ma lo usava anche il resto della famiglia», spiegano dal pool difensivo di Sempio. «Non ha alcun valore nella nuova inchiesta», aggiunge l’avvocata Angela Taccia. Il video, secondo le ricostruzioni, era stato realizzato con un telefono e successivamente trasferito sul computer di casa Poggi il 20 luglio 2007 alle 17.01. L’elemento che solleva perplessità emerge il 14 agosto 2007, il giorno successivo all’omicidio di Chiara Poggi. Dai metadati risulta che il video viene visualizzato alle 16.28, quando il computer era già stato sequestrato e portato in caserma alle 12. Ciò significa che il file viene aperto prima delle operazioni peritali ufficiali. Un’anomalia che si inserisce nel più ampio “pasticcio” sugli accessi ai computer sequestrati, sia quello della vittima sia quello di Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara Poggi e condannato in via definitiva a 16 anni per il delitto. Computer più volte aperti e chiusi senza procedure forensi corrette, con la conseguente cancellazione dei file temporanei che avrebbero potuto ricostruire le ultime ore di vita di Chiara. I periti informatici del processo di primo grado, Daniele Occhetti e Roberto Porta, hanno confermato anche nei giorni scorsi di aver visionato il video all’epoca, ritenendolo privo di rilevanza investigativa, ma utile a dimostrare che sul pc di Chiara furono effettuate operazioni non consone alle buone pratiche di analisi forense.
cosa accade ora
Dopo la chiusura dell’incidente probatorio davanti alla giudice Daniela Garlaschelli si attende che la Procura di Pavia concluda le indagini. Al momento l’inchiesta bis sul delitto di Garlasco vede coinvolto Andrea Sempio, il commesso di 37 anni amico del fratello della vittima, Marco Poggi. La perita Denise Albani ha spiegato nella sua relazione che sulle unghie della vittima c’è la presenza del cromosoma Y dell’attuale indagato (o della linea familiare paterna) ma che «si tratta di aplotipi per i quali non è possibile stabilire con rigore scientifico» a chi appartengano. —