Darderi: “Confrontarmi con Sinner mi aiuta a capire dove migliorare”
A cura di Silvia Frigeni
Luciano Darderi ha concluso il 2025 con un nuovo best ranking, al n. 25 – ottenuto grazie al nuovo sistema di calcolo della classifica introdotto dall’ATP – e un annuncio: nel 2026 Guillermo Pérez Roldán sarà un membro fisso del suo team, affiancando il padre Gino Darderi e Gino Basile.
Darderi: “Ho capito che dovevo guardarmi dentro”
Intervistato da Carlo Galati per ‘Libero’ in Argentina, dove si sta allenando in vista della nuova stagione, Darderi chiarisce la ragione di questa scelta: “Il gruppo di lavoro resta solido, con mio papà come riferimento quotidiano e Giuliano che mi segue in ogni dettaglio. Guillermo porta un bagaglio di esperienza enorme: qui in Argentina stiamo lavorando su aspetti tecnici molto specifici”.
La stagione di Luciano Darderi si è conclusa con tre titoli ATP 250 vinti su terra rossa, a Marrakech, Bastad e Umago. E questo nonostante il 2025 non fosse iniziato benissimo, con la sconfitta ad Auckland e l’influenza che l’aveva costretto a ritirarsi dall’Australian Open, al suo esordio nel tabellone principale. Stando allo stesso Darderi, solo a fine marzo le cose hanno iniziato a cambiare, quando ha ritrovato la fiducia in sé stesso arrivando in finale al Challenger di Napoli. Ma riconosce che i mesi di crisi sono stati importanti per farlo crescere: “Ho capito che dovevo guardarmi dentro, accettare il momento e continuare a lavorare senza farmi condizionare dai risultati immediati”.
Darderi: “Confrontarmi con Sinner mi aiuta a capire dove devo migliorare”
Se le vittorie sul rosso hanno permesso a Darderi di esprimere il suo gioco migliore, il tennista italoargentino si dichiara consapevole di dover lavorare per ottenere risultati anche sul cemento veloce: “È una superficie su cui devo crescere molto e stiamo lavorando proprio per questo”. Si tratta di un miglioramento necessario, visto che il suo obiettivo dichiarato per il 2026 è quello di entrare nella top 20: se ci riuscisse, sarebbero quattro gli italiani presenti nelle prime venti posizioni del ranking.
Di recente, Darderi si è allenato a Dubai con Sinner, sicuramente un buon maestro quando si tratta di giocare sulle superfici veloci: “Con Jannik mi trovo benissimo. Confrontarmi con lui mi aiuta a capire dove devo migliorare”. Del resto, il suo primo idolo tennistico è stato Juan Martín Del Potro, che sul cemento si trovava benissimo: “Il mio tennis è diverso, ma la sua forza mentale e la capacità di restare competitivo mi hanno sempre colpito”.
Un altro traguardo per la stagione che verrà potrebbe essere la partecipazione alla Davis: “Vestire la maglia dell’Italia è sempre un onore. Se arriverà la chiamata del capitano Volandri, sarò pronto”. Guardando ancora più in là, sembra che non ci siano limiti agli obiettivi che Darderi si vuole porre. A ventitré anni, la sua speranza è di poter dire, tra un anno esatto: “Di essere cresciuto ancora, come uomo prima che tennista. E di avere ancora fame”.