Capodanno oltre la festa, teppisti in azione a Cuorgnè
CUORGNÈ. La notte di Capodanno, anche in Canavese, ha mostrato ancora una volta quanto sia sottile il confine tra il diritto di festeggiare e comportamenti che nulla hanno a che vedere con la convivialità. A confermarlo è stato il capitano dei carabinieri della Compagnia di Ivrea, Armir Gjeci, che ha parlato di diverse chiamate giunte nel corso della notte per eccessi legati ai festeggiamenti, interventi distribuiti su più Comuni del territorio.
Un quadro che restituisce l’immagine di un fenomeno diffuso, non riconducibile a una singola realtà.
A Cuorgnè, in particolare, alcuni episodi hanno acceso il dibattito pubblico e alimentato un confronto acceso. Non solo botti, peraltro sconsigliati, ma gesti che sconfinano nel vandalismo e nel teppismo. Tra quelli segnalati anche dal consigliere comunale di minoranza Davide Pieruccini figurano un cassonetto dato alle fiamme e l’abbandono di un carrello della spesa, sottratto a un supermercato e lasciato nell’aiuola del monumento ai Caduti, nel cuore della piazza centrale.
Un episodio che, al di là del danno materiale, assume un forte valore simbolico e ha contribuito a far salire il livello della polemica.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Si sono moltiplicati commenti, prese di posizione e critiche, con accuse di minimizzazione e richieste di maggiore fermezza. In questo contesto è entrato anche il confronto con quanto avvenuto a Bairo, dove il sindaco Claudio Succio è intervenuto pubblicamente invitando i responsabili di atti analoghi a ripulire immediatamente un’area verde nella quale erano stati abbandonati rifiuti e residui di petardi, annunciando il ricorso alle autorità in caso di mancato intervento. Una presa di posizione netta che ha portato in tempi rapidi alla pulizia dell’area, da parte dei ragazzi che l’avevano ridotta a una discarica improvvisata, e a un richiamo esplicito all’educazione civica.
Dal Comune di Cuorgnè, però, viene sottolineato che l’amministrazione non è rimasta a guardare e che il tema della sicurezza urbana viene affrontato con gli strumenti disponibili. Nei giorni delle festività «era garantita la presenza della Polizia locale, impegnata nei controlli sul territorio, mentre il sistema di videosorveglianza rappresenta un supporto costante sia in funzione deterrente sia per eventuali accertamenti successivi».
Strumenti che, «per loro natura, non possono prevenire ogni singolo comportamento scorretto», ma che «rientrano in un’azione continuativa di presidio e monitoraggio».
Il quadro delineato dalle forze dell’ordine conferma come il problema non sia circoscritto a Cuorgnè, ma riguardi l’intero Canavese. Le chiamate per disturbi, schiamazzi e situazioni fuori controllo indicano una difficoltà diffusa nel contenere gli eccessi di una notte che, per molti, sembra trasformarsi in un terreno di assenza di regole. In questo senso, il tema della sicurezza non può essere letto esclusivamente in chiave repressiva, ma chiama in causa anche il senso di responsabilità individuale e collettiva.