Aggredisce la moglie e si barrica in casa, la figlia dà l’allarme
VIGEVANO. Ha aggredito la moglie e non era la prima volta. La figlia ha chiesto aiuto alla polizia e l’intervento degli agenti ha evitato il peggio: l’uomo inizialmente si era barricato in casa, poi li ha accolti al buio (aveva staccato la corrente), con una pistola a salve e un machete. Alla fine è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti e lesioni.
Erano circa le 3 della notte di Capodanno. Tutto ha avuto inizio quando una giovane donna ha allertato i soccorsi riferendo che la madre era stata aggredita dal marito e che si trovava in condizione di pericolo imminente. Arrivati sul posto, gli operatori si sono trovati di fronte alla porta sbarrata e al rifiuto categorico dell'uomo, filippino di 61 anni, di collaborare, nonostante i ripetuti tentativi di mediazione. Il silenzio improvviso proveniente dall'interno ha spinto gli agenti a richiedere l'intervento urgente dei Vigili del Fuoco per forzare l'ingresso.
Una volta dentro, nel buio più completo dato che l’uomo aveva staccato la corrente, i poliziotti hanno individuato l'aggressore in camera da letto mentre brandiva minacciosamente una pistola (poi rivelatasi a salve) e un machete. Solo grazie al sangue freddo e alla professionalità del personale operante è stato possibile gestire la situazione senza armi. La vittima è stata ritrovata in un'altra stanza, ferita e in stato di shock, e immediatamente trasportata in ospedale.
Le indagini successive hanno portato alla luce un drammatico scenario di vessazioni, percosse e violenze che andava avanti da anni nel silenzio di un matrimonio forzato. L'uomo è stato tratto in arresto e trasferito in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria, mentre la donna, connazionale dell’aggressore di 53 anni, ha finalmente trovato il coraggio di denunciare anni di soprusi.