730 da tenere o buttare? La guida al riordino fiscale di inizio anno
Dopo quanto tempo si può buttare, senza problemi futuri, il 730? Tutto quello che c’è da sapere al riguardo.
Tra modelli di dichiarazione, ricevute e documenti vari, la domanda più frequente riguarda quali carte conservare e per quanto tempo, e quali invece possono essere eliminate senza rischi di incorrere in problemi con il fisco.
Questo aspetto assume particolare rilievo soprattutto in relazione al Modello 730 e al Modello Redditi, che costituiscono una parte importante degli archivi fiscali personali e professionali.
Tempi di conservazione delle dichiarazioni fiscali: cosa dice la normativa
La legge fiscale italiana stabilisce con chiarezza i termini entro i quali l’Agenzia delle Entrate può effettuare verifiche e controlli sulle dichiarazioni dei redditi. In base a queste disposizioni, è necessario conservare i modelli presentati fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della loro trasmissione.
Per esempio, un Modello 730 inviato nel 2025, relativo ai redditi del 2024, deve essere conservato fino al 31 dicembre 2030. Solo dopo questa data sarà possibile procedere alla sua distruzione senza alcun rischio. Al contrario, le dichiarazioni inviate nel 2020, riferite all’anno fiscale 2019, scadranno a fine 2025 e potranno essere eliminate a partire dal 1° gennaio 2026.
Questa regola consente di individuare con precisione quali fascicoli sono ormai superati e non più necessari per eventuali controlli. La raccomandazione è quindi di eliminare in sicurezza tutti i documenti antecedenti al 2019 a partire da dicembre 2025.
Non è sufficiente conservare solo i modelli di dichiarazione: anche le ricevute, le fatture e gli altri documenti giustificativi delle spese portate in detrazione o deduzione seguono le stesse tempistiche. Scontrini per prestazioni sanitarie, spese scolastiche, interessi passivi sul mutuo e altre spese agevolate fiscalmente devono essere mantenuti insieme alla dichiarazione cui si riferiscono.
Questo perché, in caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate può richiedere non solo il modello ma anche la documentazione comprovante le detrazioni o deduzioni dichiarate. Una volta trascorsi i cinque anni, anche questi documenti possono essere eliminati. È importante sottolineare che chi utilizza il 730 precompilato senza apportare modifiche è generalmente esente da controlli approfonditi
Un’eccezione significativa riguarda le detrazioni legate ai bonus edilizi, come il bonus ristrutturazioni o il superbonus 110%. Queste agevolazioni prevedono una ripartizione del beneficio fiscale su più anni, spesso dieci, e di conseguenza la conservazione dei documenti si estende.
In questi casi, il conto dei cinque anni di conservazione non parte dalla prima dichiarazione in cui è stata inserita la spesa, ma dall’ultima dichiarazione che riporta la rata finale della detrazione. Per esempio, se l’ultima quota di detrazione del bonus ristrutturazioni viene dichiarata nel 730 del 2025, tutti i documenti – fatture, bonifici e ricevute – anche se risalenti a dieci anni prima, dovranno essere mantenuti fino al 31 dicembre 2030.
Lo stesso principio si applica ad altre agevolazioni fiscali che prevedono la suddivisione del beneficio su più anni d’imposta, rendendo necessaria una gestione attenta e consapevole degli archivi fiscali.
Nell’organizzazione degli archivi fiscali il criterio diventa fondamentale, perché permette di mantenere solo ciò che è realmente utile, evitando accumuli inutili e garantendo una gestione più snella e sicura della propria documentazione fiscale.
Conservare i modelli e la relativa documentazione per il periodo previsto dalla normativa è fondamentale per tutelarsi da eventuali controlli e contestazioni, senza sovraccaricare inutilmente gli spazi domestici o professionali.
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