Bonus Gennaio 2026: addio ai sussidi più attesi dalle famiglie. Chi è escluso e perché
Con l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2026, si delineano importanti novità nel panorama delle agevolazioni statali rivolte alle famiglie e ai lavoratori italiani.
Il Governo ha deciso di rinnovare profondamente il sistema dei bonus, apportando modifiche significative che interesseranno vari settori, dall’edilizia al sostegno alle famiglie con figli, fino agli incentivi per i giovani imprenditori. Tra conferme, scadenze e nuove disposizioni, il 2026 segna un punto di svolta per molte delle misure più attese e utilizzate negli ultimi anni.
Il nuovo assetto dei bonus nel 2026: proroghe, scadenze e revisione dei criteri
Il sistema degli incentivi pubblici, così come è stato conosciuto fino al 2025, subirà un riassetto complessivo. Alcuni bonus saranno prorogati mantenendo i criteri attuali, offrendo continuità a famiglie e imprese. Tuttavia, diverse agevolazioni storiche sono terminate definitivamente con la fine del 2025, senza possibilità di rinnovo. A ciò si aggiungono interventi di revisione che prevedono l’introduzione di requisiti più severi e nuovi meccanismi di erogazione, volti a garantire una maggiore sostenibilità della spesa pubblica e a veicolare le risorse verso i soggetti più bisognosi o i settori strategici.
Tra le misure confermate, spiccano quelle legate al sostegno diretto alle famiglie e agli interventi di efficientamento energetico, seppur con alcune nuove regole. Ma molte delle agevolazioni più popolari o innovative subiranno tagli o verranno eliminate.
Una delle novità più rilevanti riguarda l’abolizione di alcuni bonus molto apprezzati dalle famiglie e dai giovani imprenditori.
Fine del bonus sport per i figli
Tra i provvedimenti più discussi c’è la cessazione del bonus sport, noto anche come Fondo dote famiglia, che fino al 2025 aveva garantito un contributo fino a 300 euro per attività sportive o ricreative extrascolastiche destinate a minori tra i 6 e i 14 anni. Il beneficio era riservato alle famiglie con un ISEE fino a 15.000 euro, un limite che aveva favorito l’inclusione sociale e la promozione di uno stile di vita attivo tra i più giovani. Dal 2026, tuttavia, il bonus non sarà più disponibile per nuove richieste: resteranno validi solo i progetti avviati entro metà dicembre 2025 e conclusi entro il 30 giugno 2026, sempre rispettando una frequenza minima stabilita.
Sospensione del bonus per imprenditori under 35
Sul fronte occupazionale, viene meno il bonus dedicato agli imprenditori under 35, che fino a fine 2025 ha sostenuto i giovani disoccupati nell’avvio di un’attività autonoma. Il beneficio prevedeva un contributo mensile di 500 euro per i primi tre anni di attività, erogato in un’unica soluzione annuale anticipata, che poteva raggiungere un massimo di 18.000 euro esentasse. Questa misura, rivolta a settori considerati strategici, rappresentava un importante stimolo per l’autoimprenditorialità giovanile, ma ora si chiude questa fase.
Eliminazione del bonus barriere architettoniche
Un altro addio riguarda il bonus per le barriere architettoniche, che consentiva una detrazione fiscale fino al 75% per interventi volti a migliorare l’accessibilità degli edifici. La misura agevolava l’installazione di ascensori, rampe e l’eliminazione di ostacoli come porte o gradini, anche in immobili non abitati da persone con disabilità. Dal 2026, questo incentivo non sarà più disponibile, con impatti prevedibili sulle persone con esigenze di accessibilità e sull’edilizia inclusiva.
Superbonus: una misura ormai residuale
Infine, il 2026 segna la fine definitiva del Superbonus 110%, la straordinaria misura introdotta nel 2020 per far fronte all’emergenza pandemica e rilanciare l’efficienza energetica e la sicurezza sismica degli edifici. Dopo anni di progressive restrizioni, dal nuovo anno il Superbonus sarà operativo solo in casi estremamente limitati, come il completamento di lavori già iniziati o interventi in zone colpite da eventi sismici. Questo incentivo, che ha rappresentato una leva fondamentale per la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, cede il passo a nuove strategie di sostegno più mirate e contenute.
Questi cambiamenti rappresentano una svolta importante nella politica di sostegno pubblico e richiedono da parte delle famiglie e degli operatori economici una nuova attenzione per orientarsi tra le opportunità disponibili e le misure in via di estinzione. Le risorse pubbliche saranno così riallocate, con un occhio alla sostenibilità finanziaria e all’efficacia degli interventi.
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