Il bacio al marito violinista e la discesa in platea durante la Marcia di Radetzky: il direttore Yannick Nézet-Séguin ha rotto il rito del Capodanno di Vienna
Un gesto che esalta l’amore universale in un momento per molti sacro della musica classica. Durante il tradizionale concerto del Capodanno di Vienna dei Wiener Philharmoniker, mentre veniva eseguita la celebre “Marcia di Radetzky”, il direttore d’orchestra Yannick Nézet-Séguin, dichiaratamente gay, ha baciato sulla nuca il marito violinista Pierre Tourville, con cui ha celebrato l’unione civile nel 2021. Un’istantanea che ha raggiunto gli oltre 150 Paesi dove l’opera è seguita (in Italia pochi giorni fa ha fatto registrare il 16,2% di share su Rai 2) ormai da decenni ed è simbolo di una tradizione che, di solito, non ammette eccezioni alla ritualità.
Nézet-Séguin ha infranto la liturgia in maniera gentile, rispettando l’essenza del concerto di musica classica più famoso al mondo. Non solo con il gesto d’affetto verso il consorte, ma anche scendendo in platea, con il sorriso stampato in volto, a dirigere la marcia composta da Johann Strauss al ritmo del battito di mani del pubblico. La prima volta nella storia.
Chi è il maestro Yannick Nézet-Séguin
Cinquantenne nato a Montréal, dopo essersi diplomato in pianoforte al conservatorio della sua città e aver completato gli studi di direzione di coro a quello di Princeton, ha lavorato a Montréal come maestro del coro e direttore principale dell’Orchestre Métropolitan. Da anni, è una delle figure più influenti della musica classica a livello internazionale: è stato alla guida della Victoria Symphony (orchestra canadese) di Victoria, ha diretto l’orchestra filarmonica di Rotterdam per dieci anni e dal 2012 la sua bacchetta dà indicazioni ai musicisti della Philadelphia Orchestra. Tra gli altri incarichi, dal 2018 è direttore musicale del Metropolitan Opera di New York.
For the first time ever a maestro comes down from the podium into the audience to conduct the Vienna New Year’s Concert during Strauss’s Radetzky-Marsch. Yannick Nézet-Séguin you legend ???????????? #HappyNewYear #ViennaPhilharmonicOrchestra pic.twitter.com/TZMBnegjiD
— Nikos (@nkavv1) January 1, 2026
Rompere la tradizione
Quest’anno, nella Sala d’Oro del Musikverein è stato lui a dare indicazioni sul repertorio da eseguire. E a Vienna, accanto agli spartiti della dinastia Strauss, sono state suonate opere di compositori ai margini del tradizionale programma concertistico, come Joseph Lanner e Carl Michael Ziehrer. Ma soprattutto, hanno trovato spazio la polka “Sirenen Lieder” di Josephine Weinlich, fondatrice della prima orchestra femminile d’Europa proprio nella capitale austriaca, e dell’aformacericana Florence Price, di cui è stata eseguito in versione sinfonica il “Rainbow Waltz”, composto nel 1939.
Una dichiarazione di intenti e una presa di posizione a favore dell’inclusione e dell’uguaglianza da parte di Nézet-Séguin, considerando il fatto che Price – prima afroamericana a essere riconosciuta come direttrice d’orchestra nella prima metà del ‘900 – lottò tutta la vita per ottenere rispetto e dignità, subendo offese e discriminazioni razziali.
“La musica può unirci tutti perché viviamo sullo stesso pianeta”, ha evidenziato il maestro canadese in un breve discorso prima del brindisi di Capodanno, in cui si è augurato che ci sia pace “nei cuori e soprattutto tra le nazioni del mondo”. Nézet-Séguin ha celebrato il traguardo della direzione a Vienna anche con un post sui suoi profili social: “Ho condotto questo concerto in tv da bambino, ho sognato questo momento da allora. Al concerto di Capodanno (…). Ho visto quel sogno realizzarsi”.
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