La malinconia del Natale, ovvero come non sentirsi sbagliati durante le feste
Lo chiamano Christmas Blues, è quella strana combinazione di tristezza, stress e senso di solitudine di cui soffrono sempre più persone durante il Natale.
Secondo una ricerca condotta da Human Highway per Assosalute, ben 1 italiano su 3 associa alle festività emozioni negative. A essere maggiormente colpiti dalla malinconia sono gli over 55, a causa della mancanza di persone care o perchè ancorati ai ricordi dei Natali trascorsi.
Per i più giovani, invece, il ritrovarsi a tavola durante le feste è una fonte di stress e disagio, spesso legati alle aspettative sociali e familiari.
Ne parliamo con Chiara Narracci, sociologa e consulente familiare, autrice di A star bene si impara! È buono per me?
Perché durante le feste può capitare di sentirsi piu tristi?
Può capitare di sentirsi più tristi perché la pausa imposta al ritmo quotidiano, con il quale si cerca di ignorare il mondo emotivo, porta con sé un bilancio rispetto alle aspettative.
In questi momenti agli occhi della nostra autocritica gli altri appaiono più sereni, centrati e appagati da ogni punto di vista. Ovviamente non è così, pertanto è molto utile ricordarlo per tornare con i piedi per terra.
Ci sono festività come il Natale o la Pasqua nelle quali può risultare molto difficile sottrarsi a domande personali. I familiari in quanto tali si sentono legittimati ad interessarsi e non pensando di essere indiscreti finiscono per mettere il dito nella piaga.
Fino a quando non ci si accetta per ciò che si è e per ciò che si fa’ ci si sente con i nervi scoperti tanto che una domanda è poco (può esser vissuta come non gliele importa nulla di me) e due sono troppo (mi devono sempre far sentire sbagliato/a qualunque cosa faccio).
Finché mi giudico come inadeguato/a anche solo un sopracciglio alzato può farmi sentire giudicato/a, perché gli altri riflettono il mio disagio.
Quali sono solitamente le persone piu colpite?
Le persone più colpite solitamente dalla tristezza sono coloro che ancora, o di nuovo, stanno cercando la propria via.
Giovani o meno giovani che sentono forte il peso di dover corrispondere alle aspettative altrui al punto da autocondannarsi in vite in cui non sentono pathos.
Molti hanno delle aspettative talmente alte su tutto da non riuscire a godere di niente.
Meglio è nemico di bene.
La tristezza è sempre da considerarsi negativa?
La tristezza apparentemente immotivata intossica al punto da imporci di fermarci. In ciò può essere salvifica perché se non si riesce a godere della propria vita è il caso di fermarsi. In fondo abbiamo solo due vie per godere: accettare ciò che non possiamo modificare, perché non dipende da noi e cambiare laddove abbiamo un margine. Piccoli cambiamenti possono portare a grandi risultati.
Quali possono essere le strategie per gestire queste situazioni?
Ti senti angosciato e non sai da che parte cominciare?
Respira e butta giù una lista di ciò che ti pesa. Depenna ciò che non dipende da te e su ciò che rimane stabilisci un ordine di importanza e prendi il toro per le corna! Soprattutto inizia con il cercare giornalmente di portare in giro una versione di te più gentile, in primis verso te stesso/a (non fai così schifo e soprattutto non sempre!); sposta dunque l’attenzione dall’interno, se angosciato, all’esterno cercando di far star bene gli altri, arrivato/a a sera sarai meno angosciato e meno giudicante. E se le domande altrui ti infastidiscono, rispondi in modo vago e rilancia con domande sulla loro vita!
di Mario Masi
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