“Visioni dal Mondo” torna in sala Voci e storie dal cinema internazionale
SAN MARTINO SICCOMARIO. “I colori del tempo” di Cédric Klapisch – un racconto corale che intreccia passato e presente, seguendo personaggi diversi uniti dal tempo, dalla memoria e dal bisogno di comprendere le proprie radici – apre lunedì 12 gennaio, alle 21.15, la Seconda Parte di “Visioni dal Mondo”, la rassegna ospitata dal Movie Planet di San Martino Siccomario e curata da Marco Mariani, Luigi Riganti e Cristina Francese.
Saranno in tutto 13 le opere che, ogni lunedì fino al 30 marzo, si susseguiranno sul grande schermo per proporre al pubblico un cinema internazionale, libero e attento alle nuove traiettorie del racconto contemporaneo. i curatori «Dopo 13 anni e più di 500 pellicole, la rassegna continua a proporre nuove visioni d’autore da ogni angolo del mondo, a opera di registi di nuova e vecchia generazione – racconta il curatore Marco Mariani – Protagoniste saranno storie completamente diverse che, tra impegno e leggerezza, offrono uno spaccato della società in cui viviamo evidenziandone lo smarrimento, la violenza e l’alienazione imperanti». Ancora una volta è confermata la varietà dei generi e, come aggiunge il co-curatore Luigi Riganti, «il desiderio di non far perdere al nostro circolo affezionato di appassionati l'abitudine ad amare la visione collettiva in sala».
Tra tanti film vagabondi nel mondo, la chiusura del 30 marzo è dedicata al film “Alcooltest” di Stefano Usardi che vede il debutto d’attore della star pavese Drupi, un titolo «fortemente voluto – come spiega Riganti – Perché deve essere sempre valorizzato chi a Pavia muove le acque e si dà da fare per realizzare qualcosa».
A partire da gennaio: “La ragazza del coro” di Urska Djukic (il 19), un delicato ritratto di un’adolescente che, attraverso il canto, scopre il desiderio, il corpo e una nuova consapevolezza di sé in un ambiente rigido e controllato; “The Mastermind” di Kelly Reichardt (il 26), film asciutto e minimale che osserva un uomo ai margini, tra ambizione, fallimento e un’America silenziosa che riflette solitudine e disillusione.
A febbraio: “Anemone” di Ronan Day-Lewis (il 2), un’intensa esplorazione dei legami familiari e della perdita; “Super Happy Forever” di Kohei Igarashi (il 9), il racconto di un uomo incapace di lasciar andare i ricordi di un amore perduto; “Testa o croce?” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis (il 16), un western atipico ambientato nell’Italia rurale; “Cloud” di Kiyoshi Kurosawa (il 23), thriller inquieto che utilizza il digitale e l’invisibile per raccontare l’alienazione contemporanea.
A marzo: “Come ti muovi sbagli” di Gianni Di Gregorio (il 2), commedia lieve e malinconica; “Honey Don’t!” di Ethan Coen (il 9), noir grottesco e irriverente che mescola violenza, ironia e personaggi sopra le righe; “La valle dei sorrisi” di Paolo Strippoli (il 16), racconto disturbante ambientato in una comunità apparentemente idilliaca dove il male serpeggia sotto la superficie; “Il sentiero azzurro di Gabriel Mascaro” (il 23), un viaggio visionario e simbolico di resilienza in un Brasile sospeso tra realtà e metafora. —