Australian Open: psicodramma Kostyuk, eliminata Yastremska. Vincono nettamente Sakkari e Svitolina
La sessione diurna del Day 1, domenica 18 gennaio, all’Australian Open 2026 è completa, vi proponiamo un fedele resoconto di cosa ci hanno detto gli incontri della mattinata australiana, specie la maratona di Marta Kostyuk. A scendere in campo nel femminile è stata la parte alta del tabellone.
E. Jacquemot b. [20] M. Kostyuk (4)6-7 7-6(4) 7-6(7)
Contesa da assoluto psicodramma, con montagne russe inaudite. Tre ore e mezza di estenuante thriller , che ha visto contro ogni previsione Marta Kostyuk consegnarsi ad Elsa Jacquemot all’esordio all’Australian Open, subendo la più improbabile delle rimonte dopo aver gettato al vento una quantità industriale di chances per vincere. Dopo essersi spartite i primi due set al tie-break – con il medesimo punteggio – Marta che aveva già sciupato il vantaggio di servire per il match sul 5-4 e poi anche un match point sul 6-5 in risposta, non ha convertito cinque diverse palle break tra nono e undicesimo game del terzo set.
Successivamente, l’imponderabile: l’ucraina si impunta con la caviglia sinistra in uscita dal servizio, subendo una storta verso l’esterno: MTO e fasciatura d’obbligo. Ma fin dalla ripresa, Kostyuk non è stata la stessa: movimenti laterali insicuri, impossibilità di avere appoggi stabili per spingere limitandosi a mettere la palla di là. In qualche modo, la ragazza di Kiev cancella il primo match point nel dodicesimo gioco grazie a una prima vincente, dopodiché però nel super tie-break va prima sotto 5-1, poi 7-4 prima di alzare definitamente bandiera bianca mettendo in rete una smorzata per il 10-7 finale.
L’analisi
Kostyuk ha pertanto palesato anche all’Australian Open il solito problema dello spreco eccessivo di energie nei primi turni dei tornei importanti che poi finiscono per svuotarla quando potrebbe compiere il vero salto in avanti: questa volta però si è fermata ancora prima. Ottima comunque la prestazione del cristallino talento transalpino, visto e considerato che la tennista ucraina era in formissima, venendo dalla finale al WTA 500 di Brisbane dove si era arresa unicamente dinanzi a Sabalenka dopo aver però tritato consecutivamente tre top 10: Anisimova, Andreeva e Pegula. Rientrata tra le prime venti WTA, poteva rappresentare la vera mina vagante del torneo.
La giovane promessa del tennis francese durante l’ultima stagione ha scalato più di 100 posizioni: dalla piazza n°160 è salita fino alle soglie della Top 50 (n°55 WTA, adesso è tre posizioni più giù: è stata finalista juniores a Parigi nel 2020) con anche alcuni risultati di prestigio ad abbellire questa crescita in classifica ovvero la semifinale nel ‘500’ di Guadalajara e il terzo turno al Roland Garros. Se recupererà in tempo da questa maratona, proverà a centrare il terzo turno a discapito di Putintseva.
[WC] T. Gibson b. A. Blinkova 6-1 6-3
Nonostante la loro classifica attuale, il modo in cui approcciavano al primo Slam della stagione lasciava presagire un epilogo di questo tipo. Blinkova aveva chiuso il 2025 vincendo a Jiujiang senza perdere set. Mentre l’avvio di 2026 è stato di tutt’altro tenore non portando a casa nemmeno un incontro tra Brisbane e Adelaide, venendo sconfitta da Sasnovich e soprattutto dalla n°466 WTA Mina Hodzic. Al contrario la ventunenne australiana, sei anni più giovane della russa, è da diverso tempo in rampa di lancio avendo sfiorato la Top 100 ad agosto, quando raggiunse il best ranking alla posizione n°105. Si spiega così il risultato finale e l’andamento della sfida, con la wild card Taila Gibson che annichilisce per 6-1 6-3 in 1h17′ la n°62 al mondo Anna Blinkova. Al secondo turno avrà la vincente di uno degli opening match più interessanti del tabellone, Krejcikova vs Shnaider.
E-G. Ruse b. [26] D. Yastremska 6-4 7-5
La prima grande sorpresa di giornata è il KO di Dayana Yastremska, subito per mano della rumena Elena-Gabriela Ruse: vittoriosa 6-4 7-5 in un incontro comunque lottato dopo 1h49‘ di durata. In verità, la sconfitta dell’ucraina sorprende il giusto visto il suo recente stato di forma (reduce da tre sconfitte negli ultimi tre match giocati, nella giornata odierna 6 doppi falli e 33 gratuiti) pur ricordando che nelle ultime due edizioni dell’Open d’Australia ha conquistato un’eccezionale semifinale e il terzo turno nel 2025. La testa di serie n°26 aveva avuto un crollo nella seconda parte della scorsa stagione, dopo invece un’ottimo primo blocco con le finali di Linz e Nottingham oltre alla semi di Amburgo e ai quarti a Hobart e Eastbourne.
Adesso dopo non essere riuscita a difendere i punti della precedente edizione, il rischio di uscire dalle prime 30 per la venticinquenne di Odessa è elevatissimo. Decisamente migliore l’avvio di stagione di Gabriela, protagonista sia a Brisbane che ad Adelaide, dove in entrambe le circostanze ha superato le quali prima di arrendersi solo ad avversarie di livello come Kenin e Kalinskaya. Ora per la ventottenne, n°79 al mondo, si apre la prospettiva di superare il secondo turno nel circuito maggiore per la prima volta dallo scorso giugno. Intanto ha battuto l’ucraina per la quarta volta in altrettanti incontri: la seconda negli Slam dopo il successo in tre set allo US Open 2023.
M. Sakkari b. L. Jeanjean 6-4 6-2
Rispetta alla grande i pronostici Maria Sakkari che, dopo l’ottima impressione mostrata in United Cup, parte col piede giusto a Melbourne sbarazzandosi facilmente di Leolia Jeanjean (1-1 i precedenti) battuta 6-4 6-2 in 1h19‘. Dopo i convincenti successi su Osaka e Raducanu, ottenuti proprio nella competizione a squadre dove invece la francese ha ceduto malamente a Bencic e Paolini, la tennista greca ha perso all’esordio ad Adelaide ma giocando comunque un’ottima gara e perdendo soltanto di misura per 7-6 6-4 contro Kasatkina. Sfuma dunque ancora il primo secondo turno Slam al di fuori del Roland Garros, dove nel 2022 raggiunse addirittura il terzo turno, per la trentenne transalpina: la quale (best ranking al n°91 ad agosto) perde la diciassettesima partita consecutiva contro Top 60 dalle vittorie su Parrizas-Diaz e Pliskova proprio nelle citata cavalcata parigina di quattro anni fa.
Per la tennista ateniese, invece, si tratta della nona vittoria all’esordio dell’Australian Open a fronte di tre KO, l’ultimo nel 2025 con Osorio. Maria è quindi in netta crescita, dopo aver rischiato seriamente di uscire dalla Top 100 lo scorso anno ora è risalita fin quasi dentro le prime 50. Il suo livello non sarà ancora quello di quando è stata top ten, ma nell’attesa non vediamo l’ora di gustarci un secondo turno scoppiettante che la vedrà opposta alla vincente di Andreeva-Vekic (altro match suggestivo).
Y. Putintseva b. B. Haddad Maia 3-6 7-5 6-3
La palma di match più intenso e di conseguenza più bello di questa prima sessione diurna, dietro all’inarrivabile Kostyuk-Jacquemot, va di diritto allo scontro palpitante andato in scena tra Yulia Putintseva e Beatriz Haddad Maia. La kazaka si è imposta in rimonta con lo score di 3-6 7-5 6-3 in quasi tre di grande lotta, superando per la prima volta in carriera la rivale odierna. Anche se ora come ora è ben lontana dalla sua miglior classifica, ventesima al mondo esattamente un anno fa, la differenza di 46 posti tra le due non rispecchia in alcun modo il reale valore.
La trentunenne di Mosca, se centrata dal punto di vista fisico e mentale, è una che la palla la fa sempre fischiare splendidamente. Dei segnali di risveglio, Yulia li aveva già dimostrati nelle precedenti settimane arrivando al secondo turno nei due WTA 500 a cui ha partecipato nonostante fosse dovuta partire dalle quali (attualmente è fuori dalle prime 100 di cinque posizioni) e più in generale tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 ha ottenuto 14 vittorie negli ultimi sette tornei disputati.
Il flow negativo della brasiliana pare invece non volersi spezzare: dopo lo sfortunato accoppiamento di Adelaide, dove ha pescato subito Mboko con cui ha vinto anche il primo set ma successivamente ha ceduto alla distanza, un altro KO subitaneo (condito da 7 doppi falli e un -4 nel bilancio tra winners, 41, e gratuiti, 45). Il 2025 della mancina sudamericana era stato da dimenticare, ha chiuso la stagione anzitempo e con 12 eliminazioni all’esordio con una striscia di 9 sconfitte in fila a conclusione della sua annata.
C. McNally b. [Q] H. Sakatsume 6-3 6-1
Senza storia l’incontro tra Caty McNally e la qualificata nipponica Himeno Sakatsume, mandata al tappeto col punteggio di 6-3 6-1 in poco più di un’ora e venti di partita. Adesso per la statunitense verosimilmente derby nordamericano con Viktoria Mboko. Finalmente la ventiquattrenne di Cincinnati ritrova qualche sorriso, non vinceva in Australia dall’edizione del 2023. Finalista Slam a livello junior nel 2018 quando venne sconfitta da Gauff a Parigi, quello stesso giorno trionfò però in doppio al fianco di Iga Swiatek, prima di prendersi due mesi dopo anche l’alloro di specialità a New York questa volta in coppia con Coco.
L’ultimo biennio dell’americana è stato fortemente travagliato, condizionato da pesanti infortuni che l’avevano fatta uscire dalla Top 100 e addirittura sprofondare al di fuori delle prime 1000 del ranking. Tuttavia, con grande determinazione Caty si è ricostruita una carriera ripartendo dagli ITF fino ad arrivare ai WTA 125: è così riuscita nel suo intento di rientrare nell’élite che conta.
[12] E. Svitolina b. C. Bucsa 6-4 6-1
Chiudiamo la nostra carrellata dando conto della netta affermazione di Elina Svitolina ai danni di Cristina Bucsa: 6-4 6-1 in 1h10′ per la testa di serie n°12. La recente campionessa di Auckland è alla sesta vittoria consecutiva, nove se consideriamo anche i successi su Kostyuk e Linette nell’esibizione della World Tennis League, e si prepara ad un secondo turno estremamente comodo (la qualificata Klimovicova o Jones). Nelle ultime undici stagioni, Elina ha perso appena 2 incontri di apertura negli Slam a fronte di 36 successi: l’ultimo KO è però freschissimo, a New York contro Anna Bondar. Mentre volendo scovare l’ultima sconfitta all’esordio in Australia bisognare ritornare al 2013 quando si arrese a Kerber: in un Major dove per tre volte ha fatto quarti.
La signora Monfils è ripartita col botto, dopo aver chiuso anticipatamente il 2025 saltando per intero la trasferta asiatica: gli ultimi match disputati erano stati i due KO al primo turno di Cincinnati e Flushing Meadows. L’iberica invece per preparare il primo Slam dell’anno si è iscritta a Brisbane ma purtroppo per lei ha incontrato subito Sabalenka, che non le ha dato la possibilità di proseguire sul cammino tracciato a fine 2025 quando aveva ritrovato fiducia sul cemento con la finale a Hong Kong e la semifinale al ‘125’ di Limoges.