Farmaci per il dimagrimento, la Regione: «Taglio ai prezzi»
PAVIA. La Regione ha intenzione di calmierare i prezzi - ancora molto alti - dei “nuovi” farmaci dimagranti per il contrasto all’obesità. I più noti sono il Wegovy e il Mounjaro (agonisti del recettore Glp-1) e da tempo vengono prescritti anche dagli specialisti di Pavia, ma con costi a carico dei pazienti variabili tra i 200 e i 500 euro per un trattamento mensile, in base al dosaggio e al tipo di farmaco prescritto poiché, oggi, non sono rimborsati dal servizio sanitario.
Un passo avanti
La volontà di calmierare i prezzi è stata inserita negli indirizzi regionali di programmazione sanitaria 2026: «Vista l’impossibilità di offrire questi farmaci nell’ambito del sistema sanitario – si legge – l’iniziativa regionale sarà volta ad attivare una convenzione per l’approvvigionamento di farmaci che permetta ai cittadini un acquisto a prezzo calmierato», con costi più bassi (fino alla gratuità) per le persone con «elevata fragilità sociale e impossibilità di accesso al farmaco». Una notizia positiva per chi già oggi somministra questi prodotti, nell’ambito dei percorsi per trattare l’obesità. «È una misura di equità, oggi esiste una disparità di trattamento tra i pazienti che possono permetterseli e non» spiega Hellas Cena, professoressa dell’ateneo oltre che primaria di Dietetica e nutrizione clinica in Maugeri. «L’obesità non è il semplice eccesso di peso ma una pericolosa malattia cronico-degenerativa che riguarda un’ampia fascia di popolazione, dovuta a un complesso ventaglio di fattori legati a condizioni genetiche, familiari e ormonali. Predispone i pazienti ad altre patologie come il diabete ed è spesso recidivante nonostante i trattamenti, dalla dieta alla chirurgia bariatrica. Basti pensare che, a cinque anni dalla fine di questi trattamenti, il 90 per cento delle persone ha recuperato il peso perduto. Parlare dei pazienti obesi come persone senza volontà che hanno bisogno di mangiare meno e muoversi di più è un modo semplicistico di affrontare la questione, oltre che stigmatizzante. Questi farmaci, se associati a uno stile di vita corretto e alimentazione adeguata, stanno dando risultati importanti nella gestione in cronico dell’obesità».
La ricerca
Secondo gli esperti, queste molecole si stanno affermando come nuovo standard nei percorsi clinici di dimagrimento. «I farmaci a base di semaglutide sono prescrivibili già a partire dai 12 anni, dato che l’obesità è molto diffusa tra i bambini» spiega Nadia Cerutti, primaria della struttura di Nutrizione clinica, diabetologia e malattie endocrine di Asst Pavia. «Se il paziente segue la dieta, sono i trattamenti più efficaci a disposizione oggi. Li prescriviamo in modo abbastanza diffuso nei pazienti per i quali sono indicati, poiché le evidenze ci dicono che trattare l’obesità riduce anche il rischio di altre patologie». Ma il costo è ancora un limite, soprattutto per chi vive di stipendi bassi: «Pensiamo alle famiglie in cui più di un componente è obeso. Cifre del genere rischiano di essere insostenibili, specie per chi si trova in condizioni di fragilità socio-economica, fascia di popolazione dove l’obesità è più ricorrente». Secondo Cerutti, le dinamiche di mercato potrebbero determinare una futura riduzione dei prezzi. «Oggi questi farmaci sono molto costosi e la platea di persone con obesità troppo numerosa per pensare che il sistema sanitario possa reggere la spesa. Ma per alcuni, come quelli a base di liraglutide, i brevetti sono in scadenza e ciò può portare a un abbassamento dei prezzi, insieme all’arrivo di altre molecole: sono quasi 200 i farmaci contro l’obesità che oggi si stanno studiando».