Perde il lavoro e va in strada a pulire: «Voglio tornare a fare il muratore»
Pavia. Eric Amayanvbo, a modo suo, fa il pendolare. Da qualche mese dorme a casa di un amico a Voghera e ogni mattina raggiunge Pavia in treno. Arriva in città munito di bici, scopa, paletta e sacchetti dei rifiuti e spazza foglie e sporcizia dai marciapiedi, sperando nelle offerte dei passanti. Poi nel pomeriggio torna in Oltrepo e dal giorno dopo ricomincia la sua routine. Lo fa per racimolare qualche soldo con cui mantenere la moglie e il figlio di due anni e mezzo, che abitano in Piemonte, vicino a Ivrea. Dallo scorso ottobre infatti Eric non ha più un lavoro e la sola disoccupazione non basta per tutta la famiglia. «Sogno di ritrovare un lavoro da muratore – dice Eric –, ma mentre aspetto non posso starmene con le mani in mano».
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Il supporto dei pavesi
Con i soldi che gli arrivano per la Naspi il 30enne paga l’affitto e le bollette della casa piemontese e contribuisce come può alle spese nell’abitazione dell’amico che lo ospita. Non avanza quasi nulla, per questo in attesa di trovare un altro lavoro chiede aiuto ai cittadini di Pavia.
«Non è giusto prendere dei soldi senza fare niente. Per questo passo le giornate a spazzare, ma senza chiedere nulla in cambio, però tante persone vogliono aiutarmi – racconta Eric –. C’è chi mi lascia dieci centesimi e chi qualche euro, io lo apprezzo tanto, non importa quanti siano. In un giorno riesco a raccogliere 50 euro se mi va bene, a Natale anche 80 o 100 perché la gente è più buona», dice sorridendo.
In città c’è chi gli vuole già bene. Mentre spazza sul marciapiede di viale Battisti, di fronte all’Esselunga, in tanti lo salutano e gli battono il cinque. Lui ha un sorriso per tutti, non conta se gli abbiano lasciato un euro o detto solo «ciao».
L’obiettivo e i limiti
Spazzare per Eric è solo una soluzione temporanea. «Io mi sono impegnato per imparare a fare il muratore, ho fatto dei corsi e mi sono specializzato. È il lavoro che mi piace fare e vorrei ricominciare il prima possibile, per me e per la mia famiglia».
Prima che non gli venisse rinnovato il contratto aveva lavorato per tre anni con due aziende diverse, entrambe nel Torinese. Qualifiche ed esperienza non gli mancano, così come la voglia di lavorare, eppure trovare un posto sembra un’impresa. «Quando il mio amico mi ha proposto di venire in provincia di Pavia per cercare lavoro non ci ho pensato due volte, per me trovare un impiego è la cosa più importante di tutte – spiega Eric – Ho fatto qualche colloquio, ma nonostante io abbia tutti i documenti in regola e sappia fare questo lavoro, mi sento sempre discriminato. Come se vedessero il colore della mia pelle e cambiassero idea».
La sua storia
Eric ha origini nigeriane. Nel 2014 ha lasciato la sua città, Benin City, per spostarsi in Libia. Alcuni problemi familiari lo hanno portato ad andarsene dall’Africa e nel 2016 è sbarcato a Lampedusa. Da lì sei mesi a Lecce, poi cinque anni a Bologna e infine Ivrea.
Nel frattempo ha conosciuto la futura moglie, anche lei nigeriana, con la quale ha avuto un bambino. Ora che è in provincia di Pavia da qualche mese e loro sono rimasti in Piemonte li vede circa una volta ogni tre settimane, ma aspetta solo di tornare da loro. «Se non riuscirò a trovare un lavoro qui mi sposterò da un’altra parte, la cosa più importante è trovarlo e a quel punto far trasferire anche mia moglie e il bambino».