Australian Open, Djokovic: “Non mi sentivo così bene da tempo. Il raccattapalle? Sono stato fortunato”
Novak Djokovic sta mostrando un’ottima forma all’Australian Open. Nello Slam che lo ha visto alzare la coppa ben dieci volte il 38enne serbo ha da poco conquistato la 400esima vittoria a livello Major. Botic Van de Zandschulp non è riuscito a impensierirlo più di tanto. “È stato fantastico vincere in tre set”, ha affermato Nole dopo il successo. “Il terzo parziale è stato davvero difficile. Lui stava giocando molto bene, in modo aggressivo. È stata una grande prova per me. Sono contento di aver superato questa sfida. In particolare, vincere il terzo set è stato importante dal punto di vista mentale per il prosieguo del torneo”, ha continuato il numero 4 del mondo, qualificatosi per il suo 18esimo ottavo di finale nello Slam oceanico. Della partita e delle sue sensazioni Djokovic ne ha parlato in conferenza stampa dopo la vittoria. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.
D: Alla fine del secondo set hai colpito una palla che è volata molto vicina al raccattapalle inginocchiato a lato della rete. Ti senti fortunato a essere ancora nel torneo?
Novak Djokovic: “Sì, mi sono scusato per questo. Non era necessario e l’ho fatto nella foga del momento. Sono stato fortunato e mi dispiace di aver causato disagio al raccattapalle o a chiunque altro”.
D: Quando hai perso contro Sinner in semifinale nel 2024, dopo hai detto di essere rimasto scioccato dal tuo livello. Era forse a causa dell’età?
Novak Djokovic: “Sono successe molte cose negli ultimi due anni a essere sinceri. Non ricordo di averlo detto, ma se rammento bene penso che fossi piuttosto piatto in campo. I primi due set sono stati piuttosto facili per lui. Probabilmente ero solo scioccato o sorpreso dal modo in cui mi sentivo in campo, nel senso che non riuscivo a stare al passo con lui nella semifinale del mio torneo preferito. […]”.
“Per quanto riguarda l’età, penso che in una giornata in cui mi sento bene fisicamente e mentalmente, e gioco bene, posso giocarmela con chiunque e credo ancora di poterli battere tutti. Se non fosse così non sarei qui. Ma so anche che, se dovessi affrontare Sinner, sarebbe in semifinale. Più si va avanti nel torneo, più energia consumo e non so come reagirà il mio corpo. L’anno scorso in tre dei quattro Slam non è andata benissimo. Non mi sono sentito bene giocando contro di lui e Alcaraz nelle fasi finali, ma spero che la situazione possa cambiare. Penso che qui ci siano probabilmente più possibilità, perché è l’inizio della stagione e il mio corpo è ancora più fresco di quanto potrebbe essere in altri momenti dell’anno”.
D: Ti stressa di più giocare questi primi turni? Se sei avanti di un set, questo immagino che alimenti in te la questione del risparmio energetico…
Novak Djokovic: “Sinceramente cerco di non pensare a gestire le energie in campo essendo parsimonioso o risparmiando qualcosa per i turni successivi. Non penso che sia il giusto atteggiamento mentale. Credo che sia importante dare il massimo di sé stessi in quel determinato giorno per vincere contro l’avversario che hai di fronte. Cerco di farlo nel modo più efficiente possibile e finora ho vinto nove set su nove, quindi non potrei chiedere di meglio. Oggi ho superato una prova davvero difficile. Lui ha giocato bene in modo aggressivo. Io credo di essermi mosso alla grande. C’è sempre qualcosa che succede al corpo, ma penso che in generale mi senta bene come non mi sentivo da un po’ di tempo. Non posso prevedere il futuro. Non so come andranno le cose da oggi in avanti, ma sto facendo tutto il possibile”.
“Ieri non mi sono allenato e tra il primo e il secondo turno ho avuto due giorni di pausa. Un giorno non mi sono allenato, il secondo sì. Poi ora non mi sono allenato tra il secondo e il terzo turno perché ovviamente sto cercando di essere strategico. Parlo con il mio team per capire cosa possa essere importante per me. Sto colpendo bene la palla. Mi sono allenato duramente negli ultimi due mesi e tutto sta andando bene in campo. Ora però è più importante risparmiare energie e non stressare il mio corpo inutilmente con l’allenamento o con qualsiasi altra cosa. […] Gli Slam sono al meglio dei cinque set ed emotivamente portano più tensione, più stress. Tutti questi fattori entrano in gioco, ma è qualcosa a cui sono abituato. Quindi, sono felice di essere dove sono e mi auguro che vada tutto per il meglio andando avanti”.