«Il mio paziente, Silvio Berlusconi». Il racconto del professor Montecucco
PAVIA. «Una volta, dopo la visita, il cavaliere mi portò in un grande salone della sua villa ad Arcore e mi disse: qui sono state prese tutte le decisioni più importanti, dall’acquisto del Milan alla discesa nel campo della politica». Decisione che Silvio Berlusconi comunicò all’Italia con lo storico videomessaggio di nove minuti: segnò l’avvio di una nuova stagione che tra le altre cose ha rivoluzionato linguaggi, stile e metodi della politica. Fu inviato alle tv il 26 gennaio 1994 (32 anni fa ieri) inaugurando la cosiddetta “seconda Repubblica” oltre che l’ascesa di Forza Italia alle elezioni dello stesso anno.
La storia del politico italiano più famoso al mondo – nel bene e nel male – passa anche da Pavia, poiché circa 16 anni fa Berlusconi fu curato da Carlo Maurizio Montecucco: oggi presidente emerito della Società italiana di reumatologia, è stato preside della facoltà di Medicina e primario della Reumatologia del policlinico San Matteo, dove il presidente del consiglio morto tre anni fa si recò nell’estate 2010, per una visita che rese pubblico il rapporto “segreto” con il professore di Pavia. «È stato lui a volerlo rendere pubblico, credo per una forma di riconoscimento del mio lavoro. Fino a quel momento mi ero sempre attenuto al segreto professionale».
Montecucco ricorda che visitò Berlusconi per 4 o 5 volte nel corso di un anno, per risolvere un problema reumatologico che lo affliggeva all’epoca: «In quei tempi avevo in cura un’altra personalità politica vicina al cavaliere – racconta il professore – fu lei a fare il mio nome a Berlusconi. Così mi è capitato di andare in più occasioni ad Arcore per eseguire le visite. La prima volta andai insieme alla persona che creò il contatto, a bordo della sua auto blu. Partivo la mattina presto per rientrare in giornata: il tutto si svolse a stretto contatto professor Alberto Zangrillo, il medico responsabile della del cavaliere». Erano i tempi del quarto governo Berlusconi (all’epoca il secondo più longevo della storia repubblicana), del Regno Unito ancora nell’Unione europea, delle crisi finanziarie post 2008, del collasso economico greco e dell’esplosione del debito pubblico italiano. Un momento storico che Berlusconi contribuì a plasmare. «Una volta ricevette la chiamata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu mentre ero con lui – racconta Montecucco – io feci per andarmene, ma Berlusconi mi disse di restare. Prese la telefonata da uno strano apparecchio, di quelli con il disco ma senza numeri stampati sopra, e parlarono della situazione a Gaza: lui parlava in italiano, forse perché il dialogo era mediato dagli interpreti. Poi negli ultimi minuti di chiacchierata passò all’inglese, e Berlusconi chiese direttamente al politico israeliano come stavano le figlie e la moglie. Fu in quel momento che mi accorsi della sua capacità di stringere rapporti personali diretti con i suoi interlocutori. Il suo modo di fare politica era basato sull’amicizia». Ma il savoir faire di Berlusconi non era rivolto soltanto ai capi di Stato. «Era in grado di far sentire importante chiunque – aggiunge il reumatologo – durante le visite ad Arcore passavamo anche un’ora a chiacchierare, mentre magari fuori dalla porta c’era qualche ministro in attesa. Era un buon paziente e nonostante la vita frenetica seguiva le terapie, anche perché gli alleviavano i dolori».
L’ultimo incontro tra Montecucco e Berlusconi risale al luglio 2010, quando il politico si recò al policlinico (blindato per l’occasione) per farsi visitare dal reumatologo. «Mentre si trovava in Brasile chiamò dicendo che gli faceva male un polso e che voleva un’infiltrazione. Gli dissi di procurarsi un ecografo, e che sarei venuto io di lì a poco. Fu Berlusconi a scegliere di farsi controllare al San Matteo. Quell’occasione fu anche l’ultima in cui lo vidi». Di quel giorno, Montecucco conserva un dettaglio: «Nell’attesa della visita, raccontò una barzelletta alla mia segretaria». Un’arte, si può dire, che ha contribuito a far conoscere il Berlusconi-personaggio nel mondo.