Piatti avverte Sinner e Alcaraz: “Djokovic è tornato. E’ il più ossessionato dal tennis”
Nonostante abbia messo in dubbio la sua partecipazione al prossimo Australian Open, c’è ancora chi crede in lui avendolo conosciuto da vicino in tenera età. Riccardo Piatti, storico allenatore di Jannik Sinner, crede che lo straordinario percorso che ha condotto Novak Djokovic alla sua undicesima finale a Melbourne sia solo un assaggio di quello che il serbo può ancora dare a questo sport. Una sorta di “vecchietto terribile” con l’intenzione di dare ancora fastidio agli attuali dominatori del circuito: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
L’occasione per riavvolgere il nastro delle collaborazioni di Riccardo Piatti con Djokovic e Sinner è l’intervista rilasciata al quotidiano francese L’Equipe. Ciò che lo ha impressionato è proprio la battaglia da cinque set in semifinale risoltasi a favore del serbo sull’azzurro. Uno scontro tra due dei suoi ex allievi che ha visto ancora Nole stupire il mondo grazie alla sua esperienza da 24 titoli Slam:
“La cosa divertente è che ho lavorato con entrambi più o meno alla stessa età, a 18-19 anni per Djokovic, dai 13 ai 20 anni per Sinner. Per entrambi mi sono concentrato sulla tecnica, la tattica, la forma fisica e mentale. Ovviamente la mia idea, quando ho allenato Jannik, era quella di dire a me stesso, pur conoscendo la carriera di Novak, che sarebbe stato in grado di batterlo. Mi sono concentrato sull’obiettivo di renderlo migliore di Novak, e quello che abbiamo visto venerdì in semifinale, penso che sia stata soprattutto una vittoria dell’esperienza. Jannik ha avuto le sue occasioni, Novak ha giocato molto bene, e ne concludo che Jannik ha ancora bisogno di più partite importanti come questa. Ma ha ancora tanti anni davanti a sé per accumulare esperienza e vincere grandi cose.”
Un semifinale capolavoro a cui Djokovic non è riuscito a dare seguito in finale, con Alcaraz a stoppare le velleità del serbo di conquistare il 25° Slam. Secondo Piatti la chiave della finale è stata la caparbietà di Carlos che non ha mai smesso di crederci, riponendo grande fiducia nel suo gioco. Una sconfitta che non sminuisce la longevità di Nole, con il suo ex allenatore a sottolinearne la meticolosità di preparazione per competere contro degli avversari molto più giovani:
“Ha assunto l’allenatore fisico Dalibor Sirola, il mio amico, e ha iniziato a prepararsi per questo Australian Open già il primo dicembre dell’anno scorso. Sa che alla sua età, ha bisogno di ancora più preparazione, semplicemente perché è più anziano. E infatti gli altri giocatori, di un’altra età, godono di meno tempo di lui, perché non hanno lo stesso tipo di programmazione. Oggi, in finale, abbiamo visto ancora che l’unico problema di Novak era la sua età e, quindi, la sua forma fisica. Rispetto i suoi sforzi per prepararmi di nuovo su questi grandi eventi, e lo rispetto ancora di più dopo questo torneo. Ama così tanto questo gioco, e vuole essere così competitivo. Sono sconvolto dal fatto che abbia perso ma è semplicemente perché Alcaraz era un giocatore migliore”
Nonostante Djokovic abbia espresso più volte la volontà di ragionare nel breve periodo, Piatti si spinge in una previsione riguardo il resto della stagione con il prossimo Wimbledon come location ideale per continuare a inseguire il sogno 25° Slam, lanciando un monito a Sinner e Alcaraz:
“Se continua, è perché pensa di poter evolvere sempre al massimo livello. Roland-Garros sarà necessariamente più complicato per lui, ma se a Wimbledon si presenta un’opportunità, non dobbiamo dimenticarlo. Quello che so è che alla fine di questo Australian Open, Novak è tornato. Spero solo che stia lontano dagli infortuni e continui a potersi preparare al meglio. Poi potrebbe avere di nuovo la sua occasione. Jannik e Carlos farebbero bene a stare attenti, perché Novak è probabilmente il più ossessionato dal suo tennis.”